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Altri sport | martedì 06 novembre 2018, 11:05

Il sogno è realtà: Maurizio Romeo conquista la Maratona di New York

Il runner pietrese ha coronato un percorso personale iniziato nel 2006 quando scoprì di essere stato colpito da un un tumore del sangue: "Spero di essere riuscito a far passare il messaggio che non bisogna mai mollare".

Il sogno è realtà: Maurizio Romeo conquista la Maratona di New York

Con il tempo di 4 ore, 6 minuti e 33 secondi, Maurizio Romeo ce l'ha fatta. Il runner di Pietra Ligure ha completato i 42.195 metri della Maratona di New York, coronando così un percorso personale iniziato nel 2006 quando scoprì di essere stato colpito da un bruttissimo male: Linfoma non Hodgkin a grandi cellule, un tumore del sangue (leggi QUI la sua storia).

Ai microfoni di SvSport, ecco le impressioni di Maurizio dopo l'impresa in terra americana:

"New York è una città fantastica, che vive la Maratona fino in fondo - ha confidato il corridore pietrese - gente che urla il tuo nome, vede la tua bandiera e ti incoraggia a prescindere dalla tua nazionalità: c'era un tifo infernale, un boato che ti spinge fino al traguardo. La gara? Difficile, ma è stata bellissima ed è stata un'emozione enorme tagliare il traguardo assieme ad Enrico (il compagno conosciuto in albergo giovedì scorso ndr) che era alla sua prima maratona. Quella che ho vissuto con lui è un po' la metafora della vita e della lotta contro qualunque momento difficile: da soli può essere più complicato, insieme invece si può arrivare in fondo sostenendosi l'uno con l'altro e si possono ottenere risultati che non ci si immagina. Come ad esempio il tempo che ho ottenuto qui, il mio secondo migliore in una maratona".

Spazio poi alle doverose dediche: 

"Questa medaglia la voglio dedicare in primis a mio figlio Francesco e a mia moglie Sara che mi hanno sostenuto, supportato e sopportato in questi mesi. A mia mamma, mio papà, mia suocera e tutti i gli amici che mi hanno fatto sentire il loro affetto; alle persone che hanno lottato e che stanno lottando, perché le ho portate nel cuore fino a Central Park. Una piccola dedica anche ai miei zii e ai miei nonni che non ci sono più, spero che anche loro possano essere orgogliosi di me".

"Forse siamo riusciti a dimostrare ancora una volta che bisogna credere nei propri sogni fino in fondo e lottare - la chiosa finale di Romeo - non sempre ci si riesce, ma spero di essere riuscito a far passare il messaggio che non bisogna mai mollare".

Roberto Vassallo

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