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Altri sport | 15 aprile 2019, 12:00

Calcio e mercati finanziari

Il Tottenham nel 1983 è stato il primo club calcistico a sfidare i mercati finanziari quotandosi alla borsa londinese.

Calcio e mercati finanziari

Il Tottenham nel 1983 è stato il primo club calcistico a sfidare i mercati finanziari quotandosi alla borsa londinese. A distanza di 36 anni sono 24 le squadre di calcio europee quotate in borsa, comprese tre italiane: Lazio, Roma e Juventus.

A sorpresa è la Danimarca con  ben 6 club quotati in borsa (Aalborg BK, Brondby, AGF, Aalborg, Copenaghen, Silkeborg) a guidare la classifica dei campionati maggiormente rappresentati. Esempi virtuosi li troviamo anche in Francia con il Lione, in Germania con il Borussia Dortmund, in Portogallo con Porto, Benfica e Sporting Lisbona mentre il club più ricco in assoluto fra quelli quotati in borsa lo troviamo in Inghilterra: il Manchester United.

La motivazione che spinge i club a quotarsi in borsa è in primis di tipo finanziario: attraverso l’approdo in borsa infatti, il club ha la possibilità di reperire la liquidità necessaria a dare il via ad un circolo virtuoso potenzialmente infinito.

La maggiore disponibilità economica passa anche dagli sponsor, dove i casino aams occupano le prime posizioni. Tutto questo si tramuta in investimenti a 360°gradi: dalla costruzione di migliori strutture per i club, dove in alcuni casi questo porta alla possibilità di dotarsi di uno stadio di proprietà, fino ad arrivare alla liquidità necessaria per poter fare una campagna acquisti di alto livello attraverso la quale creare una squadra che otterrà sul campo migliori risultati.

La conseguenza dei migliori risultati sarà un innalzamento del valore azionario che a sua volta doterà il club di nuova disponibilità finanziaria con la quale poter proseguire nel processo di crescita progressiva.

 

 

 

ip

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