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Calcio | 19 aprile 2019, 16:55

Sbagliare è umano...

Così come rientra nella normale dialettica tra opposte tifoserie che lo sconfitto venga preso in giro, più o meno garbatamente, dai vincitori.

Sbagliare è umano...

Malgrado il pareggio dell’andata, che dava fondate speranze, ed il vantaggio siglato da Ronaldo, due goal dei ragazzini terribili dell’Ajax nella gara di ritorno allo Juventus Stadium, sancivano la sconfitta della squadra bianconera e scrivevano la parola fine sulla sua avventura europea.

Capita. Nello sport oggi si vince e domani si perde, è la normale dinamica delle cose.

Così come rientra nella normale dialettica tra opposte tifoserie che lo sconfitto venga preso in giro, più o meno garbatamente, dai vincitori.

Abbiamo così assistito, martedì sera, ad un fiorire di foto, filmati, vignette e post più o meno garbati, più o meno irridenti, più o meno intelligenti, nei confronti della Vecchia Signora e dei suoi tifosi. Qualcuno, probabilmente, ha anche ecceduto.

Sicuramente ha ecceduto, in un momento di rabbia, uno di loro, tal Claudio Corace, da Savona, che all’ennesimo sfottò pesante, con un post su Facebook ha replicato: “beati i granata, che non hanno problemi di coppa, ma solo di voli aerei”, con chiaro riferimento alla tragedia di Superga, di cui a breve si commemorerà il settantesimo anniversario.

L’affermazione sarebbe già di per se grave, se non fosse che si aggiunge l’aggravante che Corace è dirigente del Savona Calcio, che gioca nello stadio intitolato a Valerio Bacigalupo, valesse, che di quella squadra perita a Superga era il portiere.

Ovviamente i social, che sono una cassa di amplificazione senza pari, in questa nostra società che vive di comunicazione, hanno immediatamente fatto rimbalzare ovunque la notizia ed il malcapitato si è ritrovato a far da bersaglio all’ira di tutti.

Primo, l’assessore allo sport di Savona, bianconero anch’egli, che ha preso la penna ed ha scritto al presidente del Savona Calcio di prendere le distanze da quanto scritto da un suo dirigente. La cosa si è vieppiù ingigantita, arrivando anche sui maggiori giornali nazionali.

Corace, resosi conto di averla fatta grossa, ha chiesto scusa e si è dimesso dalla sua carica dirigenziale nel Savona, dal quale, peraltro, era stato immediatamente sospeso. Ha scritto una lettera ufficiale scuse, al Torino FC, al Museo del Grande Torino ed ai tifosi granata tutti, e ci siamo anche sentiti al telefono.

Ha esordito dicendo: “sono quel coglione che ha scritto quella cosa ignobile su Facebook…” e poi, con voce rotta dalle lacrime, mi ha detto di aver agito d’impulso, di rabbia, senza rendersi conto esattamente della gravità di quanto stava esprimendo. Si è detto sinceramente pentito, perché ha capito di aver detto una cosa vergognosa, aggravata dal fatto che nell’ambito del suo ruolo nel Savona ha a che fare con giovani atleti, cui dovrebbe essere d’esempio, morale e sportivo. Questa sua esternazione, ha minato la sua credibilità agli occhi di quei ragazzi cui doveva essere d’esempio ed ora si sente indegno di svolgerlo ancora.

Bene, io credo che le persone si possano dividere in due categorie. I cretini e gli intelligenti.

I primi sono quelli che fanno cretinate, non si rendono conto di farle e persistono nel loro comportamento, orgogliosi di se stessi.

I secondi sono quelli cui capita, come a tutti, di sbagliare, ma quando se ne rendono conto, chiedono scusa e cambiano registro.

Sinceramente, proprio a seguito del colloquio telefonico avuto con Claudio, credo che lui faccia parte di questa seconda categoria. L’ha fatta grossa, è vero, ma se ne è anche subito reso conto, ha chiesto pubblicamente scusa, è sinceramente pentito e sicuramente non ripeterà l’errore commesso.

Sarà che di errori, in vita mia, ne ho fatti parecchi, e per fortuna a molti di essi sono riuscito a porre rimedio, chiedendo scusa e lavorando, con le opere, a fare ammenda degli errori commessi, che non me la sento di mettere la croce sulle spalle di Claudio Corace.

Vi invito a fare altrettanto, perché come disse qualcuno, tanti anni fa, “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Restando in tema, credo che anche don Aldo, nel solco della sua profonda Fede, dopo un bonario scappellotto lo avrebbe perdonato. E dunque, chi siamo noi per condannarlo?

Lasciamo che eventualmente siano Loro, da lassù a dirgli due paroline

Domenico Beccaria

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