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Ciclismo | 17 agosto 2019, 17:26

Muore a 76 anni il grande Felice Gimondi: a Savona conquistò la maglia rosa dopo la squalifica di Merckx

Alla partenza di Celle si rifiutò per rispetto al campione belga di indossare la maglia, che mantenne poi fino a Milano. Uno dei più grandi ciclisti italiani di sempre, nel 74 vinse anche la Milano-Sanremo.

Muore a 76 anni il grande Felice Gimondi: a Savona conquistò la maglia rosa dopo la squalifica di Merckx

Si è spento ieri sera all'età di 76 anni il grande Felice Gimondi. Uno dei ciclisti italiani più forti di sempre, nell'Olimpo del ciclismo per aver vinto tre Grandi Giri (Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta) è morto nel mare dei Giardini Naxos, comune vicino a Taormina, a causa di un infarto.

Gimondi che avrebbe compiuto 77 anni a settembre, è considerato il ciclista monumento della storia italiana e mondiale, tre volte vincitore della corsa rosa (nel 1967, 1969 e 1976) oltre ad un Tour (nel 1965) e una Vuelta (nel 1968). Tra le corse di un giorno si aggiudicò un campionato del mondo su strada (nel 1973) e alcune classiche monumento: una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia. 118 le vittorie totale tra i professionisti.

A caratterizzare la sua carriera è stato il dualismo con il belga Eddy Merckx e proprio questa "sfida" li ha visti protagonisti a Savona. Nel 1969 il Giro d'Italia arrivò sotto la Torretta e il "Cannibale" fiammingo si presentò in maglia rosa con 1 minuto e 41 secondi su Gimondi. Però ad Albisola, il giorno dopo, di prima mattina all'hotel Excelsior a Merckx venne notificata l'esclusione dal Giro per doping. Le analisi della sera prima infatti avevano confermato la sua positività. La maglia rosa così passò sulle spalle di Gimondi che non volle indossarla alla partenza di Celle Ligure ma che la conservò fino all'ultimo arrivo di Milano dove si aggiudicò il suo secondo Giro.

Nel 1974 Gimondi, con la maglia di Campione del Mondo, fu nuovamente protagonista in Liguria e a Sanremo dopo aver fatto il vuoto con gli avversari, scalò il Poggio da solo e si aggiudicò la sua prima e unica Milano-Sanremo alzando le braccia al cielo in via Roma.

A proposito del legame tra Gimondi e la nostra provincia, nel 1980 il famoso ciclista venne insignito del premio "La Meridiana": riconoscimento che un gruppo di amici di Bardino Nuovo (tra cui l'ex giocatore della Juventus Felice Borel) riservavano a protagonisti del mondo dello sport italiano.

Visto l'importante duello con Merckx, Enrico Ruggeri gli dedicò la canzone "Gimondi e il cannibale" dove si racconta proprio della sana rivalità dei due ciclisti. Probabilmente se lui e il belga fossero nati in epoche diverse il bergamasco avrebbe vinto di più di quello che si è comunque aggiudicato. Però nello sport i condizionali e i se e i ma non contano. Contano solo i campioni. Come Felice Gimondi.

Luciano Parodi

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