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Motori | 09 settembre 2019, 09:10

Formula 1. Leclerc ha trascinato la Ferrari alla vittoria di Monza. Ora è il monegasco la "prima guida"?

Lo stato di grazia di Charles e l'ennesimo errore di Vettel rischiano di ribaltare le gerarchie in casa rossa. Ma è un nodo da sciogliere più in chiave 2020

Foto Ferrari

Foto Ferrari

Non aveva potuto godersi in pieno il primo successo della carriera in Formula 1, a Spa, in un fine settimana difficile per tutto il circus ma specialmente per lui, che aveva appena perso un amico in un tragico incidente. Ma a Monza è stato "ricompensato" con tanto di interessi: perchè ieri, Charles Leclerc, con un capolavoro lungo 53 giri ha mandato in visibilio il popolo ferrarista presente in Brianza e non solo.

Se l'è goduta tutta, la festa, dopo aver tenuto testa alle due Mercedes per un'ora e mezza e aver tagliato il traguardo per primo. Confermando quello che in tanti dicevano su di lui, che aveva dimostrato di possedere i numeri per diventare un vincente anche in Formula 1: e quale posto migliore di Monza dove ricevere questa certificazione, per di più vestito di rosso?

Ieri si è di fatto aperto un nuovo capitolo della storia Ferrari, non tanto per questo 2019 che doveva avere ben altri contorni ma per quello che sarà già a partire dall'anno prossimo. Perchè se è vero che in questa parte finale di mondiale, il cavallino non ha bisogno di assegnare un ruolo di primo o di secondo pilota, è altrettanto vero che il monegasco per il 2020 non potrà più essere considerato un gradino sotto a Sebastian Vettel, come era nelle gerarchie di partenza di questo campionato.

L'ennesimo errore del tedesco avvenuto alla variante Ascari, l'ultimo di una triste lunga serie, peserà molto su quello che sarà il suo futuro in rosso fino a fine 2020: perchè è successo a Monza, dove i tifosi nutrivano buone speranze di doppietta, ma soprattutto perchè avvenuto nel momento migliore di forma e di consensi di Leclerc, che si è dimostrato molto cinico pure il sabato in mezzo all'insolito traffico di fine qualifica dove non ha favorito l'ultimo tentativo lanciato di Vettel che poteva portargli via la pole position. "Perdonato" a fine gara da Mattia Binotto in "radiovisione", forse un po' meno da Sebastian che sul circuito dove aveva dato il via alla sua splendida carriera con il successo su Toro Rosso del 2008 ha subìto il primo importante ko tecnico della stagione.

In Ferrari il mondiale non è chiuso fin quando non lo dice la matematica, ma guardando la classifica piloti, i 102 punti che separano Leclerc (quarto) dal leader Hamilton sembrano realisticamente incolmabili nelle 7 gare che restano da qui alla fine. Non dovrebbero esserci dunque ruoli di prima o seconda guida in rosso, ma se Vettel non invertirà la tendenza, l'anno prossimo il favorito per i gradi da capitano (almeno in partenza) sarà proprio il monegasco.

 

Federico Bruzzese

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