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Calcio | 21 ottobre 2019, 11:00

L'editoriale. Domenica grottesca, burocrazia batte calcio 3-0

Situazioni al limite del paradossale su numerosi campi del Ponente dopo l'allerta arancione emanata a due ore dall'inizio delle partite

L'editoriale. Domenica grottesca, burocrazia batte calcio 3-0

Raccontare quanto avvenuto nella giornata di ieri scatena in chi scrive percezioni contrastanti.

Ripensando agli avvenimenti descritti dai campi di gioco può portare infatti a sentimenti di sconforto, sorpresa, o addirittura a qualche sorriso grottesco.

Già, perchè l'emanazione improvvisa dell'allerta arancione ha dimostrato ancora una volta quanto siano ancora da oliare i meccanismi all'interno del mondo calcistico nel momento in cui viene annunciato il sopraggiungere del maltempo.

Il bollettino dell'Arpal, a due ore dalla partita, ha infatti creato una sorta di black out fino alle ore 15, con le società in balia di codici, regolamenti e ordinanze comunali. Il livello arancione avrebbe dovuto far scattare automatico il rinvio della partita, con il presidente del Comitato Regionale, Giulio Ivaldi, pronto comunque a dare il via libera agli incontri visto il breve lasso di tempo tra l'annuncio e i fischi d'inizio (nemmeno due ore).

Qui però le dinamiche burocratiche calcistiche si sono mescolate con quelle amministrative, ed è scoppiato il pandemonio: sindaci a colloquio al cellulare con i direttori di gara, dirigenti impegnati a recarsi nei Comuni per raccogliere manualmente copia delle ordinanze, oppure le stesse ordinanze mostrate agli arbitri tramite un'immagine su whatsapp per sancire il rinvio a pochi attimi dalla discesa in campo.

Evidentemente manca ancora un passaggio per evitare il ripetersi di una situazione grottesca, che il movimento calcistico ligure non si merita. Trovare un punto di equilibrio tra gli organi federali e il mondo dell'amministrazione pubblica è quantomai urgente, tutelando la sicurezza in piena trasparenza, senza lasciarsi andare a quell'antipatica sensazione di "scaricabarile" che troppe volte i tesserati e i dirigenti (furiosi sui social network) avvertono sulla loro pelle.

I tempi cambiano e determinate scelte, qualunque esse siano, impongono coraggio e presa di responsabilità, fattori che a volte, in nome di una presunta sicurezza (ieri sera il Sestri Levante è rientrato da Imperia a ridosso dell'inizio dell'allerta rossa) vengono occultati dietro il paravento della burocrazia.

Lorenzo Tortarolo

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