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Calcio | 14 gennaio 2020, 16:25

Calcio, Prima Categoria. Mister Pierpaolo Calcagno racconta la rivelazione Speranza: "Il 3-5-2 è una soluzione nata verso la fine della Coppa. Siamo andati oltre le aspettative, ma guai ad abbassare la guardia"

Lo Speranza occupa la seconda posizione in classifica. Domenica c'è il derby con la Letimbro

Calcio, Prima Categoria. Mister Pierpaolo Calcagno racconta la rivelazione Speranza: "Il 3-5-2 è una soluzione nata verso la fine della Coppa. Siamo andati oltre le aspettative, ma guai ad abbassare la guardia"

Punto primo: onestà intellettuale. Punto secondo: idee chiare e coerenza. Per mister Pierpaolo Calcagno sarebbe relativamente facile farsi prendere dall'entusiasmo e ribattere con il classico "ci avete sottovalutati" a tutti coloro, chi scrive compreso, che avevano inserito lo Speranza tra le squadre potenzialmente pericolanti del torneo. "Onestamente non mi aspettavo che potessimo fare tanto – esordisce il trainer rossoverde – sebbene credessi nelle potenzialità di questa squadra. Tuttavia, alcuni elementi hanno fatto sì che si riuscisse a compiere un processo di crescita così netto: in primis la disponibilità dei ragazzi a seguire e tentare di recepire le mie idee e in secondo luogo il rientro di giocatori importanti su cui all'inizio non abbiamo potuto contare. La Coppa Liguria, anche se caratterizzata da numerose sconfitte, è stata un laboratorio interessante".

Ed è proprio verso la fine delle gare di quella che è stata un Coppa extralarge, in pratica un secondo campionato, che mister Calcagno ha trovato il vestito giusto per dar forma alla sua idea di calcio. Lo Speranza è indubbiamente una squadra con una disposizione tattica tra le più coerenti del torneo, in quanto praticamente dall'inizio del campionato adotta il modulo 3-5-2, un modo di disporsi in campo non molto comune nel panorama dilettantistico, dove si predilige la difesa a quattro, ma che se si guarda a livello professionistico sta caratterizzando squadre come Atalanta, Lazio e Inter. “Con il Quiliano – racconta Calcagno – abbiamo provato a giocare a tre dietro e la squadra ha dato risposte positive e interessanti. Due ragioni mi hanno spinto a optare per questa soluzione: ho notato che la squadra prendeva un numero eccessivo di imbucate centrali e ho constatato come sia pericoloso applicare il fuorigioco in un torneo senza assistenti. Poi, chiaramente, la bravura dei giocatori e i risultati hanno fatto il resto. Ho continuato a insistere su questa strada perché avrebbe poco senso cambiare quando le cose vanno bene”.

Neanche una Coppa Liguria ricca di sconfitte ha fatto pensare a Calcagno che forse sarebbe stato meglio difendersi e speculare. Tanto che alla prima di campionato lo Speranza, pur uscendo sconfitto dalla gara con l'Olimpia Carcarese, aveva impressionato tutti per la mole di gioco prodotta. “Voglio che la mia squadra non giochi soltanto di rimessa – spiega – e che cerchi sempre di proporre qualcosa. D'altronde, un allenatore è soddisfatto quando vede la propria squadra giocare bene. Detto questo, in un campionato così equilibrato è normale che vi siano delle fasi delle partite in cui bisogna sapere stringere i denti e soffrire. Ci è successo e succederà ancora”.

Insomma, primi mesi alla guida di una prima squadra da incorniciare. “Se mi manca il settore giovanile? A dir la verità no. In un certo sono ancora coinvolto con le leve minori. In estate avevo voglia di prendermi una pausa. Poi è arrivata la proposta della prima squadra. Una sfida stimolante che ho accettato”, commenta.

Domenica, il girone di andata si conclude con il derby con la Letimbro: “Per me – conclude - è una partita come le altre. Noi dobbiamo rispettare tutti gli avversari anche perché l'obiettivo primario della salvezza non è ancora stato raggiunto. Faremo di tutto, come ogni domenica, per arrivare al traguardo che ci siamo prefissati il prima possibile”.


Michael Traman

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