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Calcio | 25 marzo 2020, 16:50

Liguri nel mondo al tempo del Coronavirus: la testimonianza di bomber Simone Melogno

Liguri nel mondo al tempo del Coronavirus: la testimonianza di bomber Simone Melogno

L'emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova il mondo intero, ma la situazione dell'Italia agli occhi delle altre nazioni ha sicuramente avuto un impatto più sconvolgente. Sparsi per il globo, però, ci sono anche tanti italiani che osservano da lontano la situazione del loro Paese d'origine. Tra questi, diversi provengono dalla nostra provincia come Simone Melogno, loanese che da quasi tre anni è residente in Germania assieme alla compagna Sonia e al piccolo Mattia-Dino, nato lo scorso novembre. Con lui abbiamo avuto modo di parlare di come si sta vivendo la pandemia in terra tedesca:

"La situazione dove vivo e lavoro io, nella zona di Francoforte, è abbastanza tranquilla - spiega Simone - anche qui sono state imposte delle restrizioni: sono stati chiusi bar, ristoranti, parchi pubblici e impianti sportivi. La gente può uscire seguendo alcune regole, trasgredendo queste si rischiano varie sanzioni. Rispetto all'Italia non ci sono decreti che vietano di uscire, ma il messaggio che ha suggerito la cancelliera Angela Merkel è quello di rimanere a casa e devo dire che la risposta dei cittadini non è mancata: l'impressione è che la gente non se ne approfitti. Le strade sono vuote, significa che non c'è bisogno di decreti sempre più severi emanati con insistenza così come accade in Italia".

"Per il resto anche in Germania vengono rispettate le classiche precauzioni - continua il 35enne da molti conosciuto per i suoi trascorsi nel calcio locale con le maglie di Albenga e Borgio Verezzi - io ad esempio che lavoro come corriere ne devo seguire alcune specifiche come il rispetto delle distanze. Vedendo da distante cosa sta succedendo in Italia, mi sento di dire che qui mi sento un po' più tranquillo. Certo, anche qui ci troviamo di fronte alla mancanza di mascherine e disinfettanti e quando si trovano hanno prezzi importanti. A proposito di mascherine, alcune ditte le forniscono a dipendenti e clienti e per lavoro mi è capitato di effettuare consegne in delle cliniche al cui ingresso sono stato controllato".

"Come stanno raccontando l'emergenza i vari mass media? La situazione non è allarmante, o quantomeno c'è meno 'terrorismo mediatico' rispetto all'Italia - conclude infine Simone - ci si limita all'informazione sui casi. Le zone più colpite della Germania? Monaco di Baviera, Colonia e Berlino sono quelle di cui si parla maggiormente in TV e sui giornali. Se il governo ha adottato particolari misure per i lavoratori? La cassa integrazione, che garantisce il 70% dello stipendio".

Roberto Vassallo

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