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| giovedì 17 maggio 2018, 11:50

Ad Alassio arriva la marcia acquatica

Nasce ad Alassio il primo gruppo di Marcia Acquatica, sport che arriva dal nord della Francia dove si pratica dal 2004. Tutto questo grazie alla collaborazione tra il Circolo Nautico al Mare di Alassio e Maddalena Canepa, Lorena Rasolo e Roberto Gravagno, tre istruttori federali di questa nuova disciplina.

Il Cnam ha creato la sezione Escursionismo, dove bene si inserisce la Marcia Acquatica. Si tratta di una vera e propria start up per l’Italia, e il Cnam ne è uno dei protagonisti. La nuova disciplina è stata presentata all'Assemblea Nazionale della FIE, lo scorso 21 aprile, a Genova, dove è stata approvata all'unanimità. La "Longe Côte - Marcia Acquatica" nasce nel 2004 nel nord della Francia come allenamento di rinforzo per i vogatori, ma comincia a diffondersi come pratica a sé stante a partire dal 2015, quando una Docente di Letteratura dell’Università Sorbona di Parigi, inizia a praticarla a Mandelieu – La Napoule (Costa Azzurra), come riabilitazione fisica e motivazionale in seguito a seri problemi fisici. Oggi Sophie Chipon, presidente del club "Alison Wave Attitude", è la campionessa francese di tutte le categorie di gara della Longe Côte – Marche Aquatique, che in Francia conta già 8.000 iscritti.

Numerosi club inoltre, si sono costituiti sul suo modello in Corsica, Tunisia, Algeria, Marocco e Spagna, e il bacino mediterraneo oggi si allarga con l’arrivo della disciplina in Italia. Si tratta di un’attività che aggiunge al camminare i benefici dell’acqua di mare. Non è però una semplice passeggiata nell’acqua: vi sono particolari accorgimenti che mirano all’annullamento del peso corporeo, per un’attività aerobica supportata da un corretto ed efficace lavoro articolare e muscolare. Alcuni fra questi, il livello d’immersione tra l’ombelico e il petto, l'inclinazione del busto, il movimento alternato di braccia e gambe, e, volendo, l'utilizzo di palette da nuoto o di apposite pagaie. Per chi ama camminare e ama il mare, ecco un’attività che unisce entrambe le cose.

Si tratta di una disciplina prevalentemente invernale, che si avvale dell'utilizzo di mute e calzari anche se le temperature miti delle nostre zone, anche durante questi mesi, permetteranno di immergersi senza difficoltà. E’ un modo per vivere il mare in inverno veramente unico, godendo di panorami bellissimi mentre si pensa alla propria salute. 

cs

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