Il giocatore argentino, ormai alla terza stagione con la casacca biancoblu, in questa stagione, vuoi per le circostanze – infortunio di Amirante – vuoi per scelte del tecnico sta cambiando pelle. Avanzato in attacco, Garin ha accettato con entusiasmo la nuova collocazione tattica: “E’ iniziato tutto in ritiro; il mister mi ha chiesto di giocare in avanti ed io, in questo ruolo, mi diverto molto. Sia chiaro, io non nasco attaccante e, quindi, ho molto da imparare ma non metterò mai le mani avanti. Se non dovessi giocar bene non mi sentirete mai dire che la colpa è del ruolo. Sono disponibile a sacrificarmi anche perché mister Corda crede che io possa far bene in questo ruolo e mi stimola ogni giorno. E, a maggior ragione, dopo l’infortunio di Amirante. Voglio fare un in bocca al lupo a Savio che ritengo uno degli attaccanti più forti della categoria”.
Garin fa il modesto ma nel nuovo ruolo comincia a trovare una certa confidenza. Sua a Treviso la rete del momentaneo vantaggio: “Abbiamo giocato una buona partita. Nei primi 20’ anzi abbiamo avuto 3/4 occasioni da gol che non abbiamo concretizzato. Il gol subito alla fine del primo tempo è stato devastante sia perché arrivato a pochi minuti dal 45’ sia perché segnato in offside. Il loro secondo gol è stato un eurogol e non potevamo farci niente”. Ma le sensazioni per il prosieguo del campionato sono positive: “Sono convinto che faremo bene. Se il Treviso deve vincere il campionato, allora noi ce la giocheremo con tutti. Il gruppo sta crescendo, il mister ci crede: abbiamo tutto per far bene”. Domenica, ci sarà subito la possibilità del riscatto contro la Valenzanae Hernan lancia la sfida: “In casa non possiamo e non vogliamo lasciare punti a nessuno. Arrivasse anche il Milan o l’Inter non possiamo concedere niente. Rientra anche Rossi che è un giocatore importante e che ha voglia”.
Determinato, deciso, Garin da “anziano” dello spogliatoio ha le idee chiare anche sullo gruppo: “E’ un bello spogliatoio, ci sono tanti giovani che hanno voglia di lavorare. Se ci frequentiamo anche fuori dal campo? Beh, Bottiglieri ormai per me è come un fratello più piccolo. E anche con Marconi, Pellini siamo quasi sempre insieme”. E, fuori dal campo, Garin coltiva le sue passioni, una su tutte: “A me piace suonare la chitarra. Suono qualsiasi cosa, anche musica italiana. Mi sono ambientato molto bene a Savona. Sarà, forse, che avendo vinto subito un campionato tutto è stato più facile. La tifoseria, comunque, ci è sempre vicina, anche nei momenti difficili. Con tanti di loro, ormai, il rapporto è di amicizia”. E, per chiudere, non poteva mancare una domanda sugli idoli personali: “Nel mio vecchio ruolo mi piace molto Steve Gerrard. Da bambino chi mi piaceva? Senza dubbio Riquelme”.