La Liguria continua a confermarsi una delle regioni che, in quanto a schermidori, sta diventando una vera e propria potenza.
Dopo gli splendidi risultati di Andrea Baldi e la promozione del Circolo Scherma Savona, è la volta delle ragazze.
Nello scorso week end, a Bellaria – Igea Marina, le ragazzine terribili liguri hanno festeggiato al meglio la Festa della Repubblica sfiorando la vittoria finale nel Trofeo delle Regioni Under 14.
Una Liguria tutta d'argento, fatta da nove ragazze d'oro. Questi i loro nomi: (Sciabola) Consuelo Brunelli, Andrea Martina Montegrosso, Ginevra Terenzi; (Fioretto) Alessandra Pisano, Costance Catarzi, Arianna Astegiano; (Spada) Andrea Vittoria Rizzi, Valentina Scazzola, Marta Valente.
La Liguria sabato ha (sportivamente) combattuto. Nove meravigliose ragazze che hanno sentito l'impegno che dovevano affrontare come fosse la più grande prova della loro vita. Loro rappresentavano la Liguria, e quindi tutti noi. Sabato è nata una squadra fantastica formata da nove ragazze che in alcuni casi neanche si conoscevano. Tre sciabolatrici, tre fiorettiste e tre spadiste si sono fuse in una sola entità.
Una Squadra con la “S” maiuscola, di cui tutti noi dobbiamo andare fieri. La scherma nasce infatti come sport individuale e le nostre schermitrici si erano già incontrate tutt'al più come avversarie.
La gara è durata dalla mattina alle 9,00 alla sera alle 20,00 – una squadra sempre più forte e sempre più unita, che ha saputo gioire nei tanti assalti vittoriosi, come soffrire nei momenti di difficoltà che pure ci sono stati.
Tra le 9 atlete, Marta Valente, una delle leonesse di cui abbiamo parlato, è una spadista finalese di 12 anni che ha una grinta ben più grande di lei. Fa parte della Polisportiva del Finale Scuola di Scherma Leon Pancaldo allenata da Sergio Nasoni.
La squadra ha capito subito che poteva contare sulle sue capacità. E pensare che era la più giovane del gruppo, unica della classe 1999 (Cat. Ragazze), fra compagne della classe 1998 (Cat. Allieve). Quando Marta “Tira” - questo il termine che indica l'atto di fare scherma – in pedana succede sempre qualcosa di diverso. Questo perchè la sua scherma è spumeggiante, imprevedibile, fatta di brevi fasi di studio alternate a stoccate portate con movimenti fulminei e “Flash” devastanti. Insomma, Marta è stata capace di scatenare entusiasmo in chi la guardava e tifava per lei. Ed è per questo che le diciamo brava, e che vogliamo ancora contare su di lei in futuro come finalese e come ligure, in questa bellissima e appassionante “Arte Sportiva” che è il tirar di scherma.