Un anno di silenzio, passato sulle tribune dei campi di calcio per continuare ad aggiornarsi, puntando la bussola verso il futuro, senza però dimenticare il proprio passato: Tony Saltarelli, ex allenatore del Quiliano, torna a parlare praticamente 12 mesi dopo la separazione dalle Aquile, raccontandoci a tutto tondo le proprie aspettative future.
Mister, alla fine la rincorsa ha avuto buon esito.
"Lo so, ho centellinato le parole con molta parsimonia nell'ultimo periodo, ma non mi piace dare inutilmente fiato alla bocca. Sono un uomo di campo e preferisco a guardare alle cose concrete".
Girava addirittura voce che volesse staccare definitivamente con il calcio.
"Assolutamente no. Comprendo i miei detrattori, non si può essere simpatici a tutti, ma aspetto solamente la chiamata giusta".
L'anno scorso, dopo la storica promozione con il Quiliano, è stato affiancato a numerose panchine, ma alla fine non i contatti non hanno avuto esito.
"Offerte ufficiali ne è arrivata una sola, a campionato quasi concluso. Non me la sentivo però di salire sul treno in corsa con un tempo così limitato per poter incidere. Il mio nome è girato, è vero, ma probabilmente non essendo uno "yes man" o un portatore di sponsor faccio fatica ad essere il prescelto".
La ferita Quiliano brucia ancora?
"Non lo nego, è come se mi fosse stato sottratto qualcosa. Con una buona squadra, ma non certo una corazzata, abbiamo conquistato la promozione in Eccellenza, uno sforzo purtroppo dissipato nel giro di appena una stagione".
Ma è davvero così difficile avere a che fare con lei?
"Assolutamente no. Dico le cose in faccia e questo forse non è apprezzato da tutti. Mi rende però orgoglioso ricevere costantemente telefonate di apprezzamento da parte dei miei ex calciatori, sono manifestazioni di stima, umana e professionale, che non possono che rendermi felice. La mia autostima non è mai stata intaccata, a differenza di alcuni colleghi in campo la domenica per meriti non propri".
Il cellulare ha squillato in questi ultimi giorni?
"No, al momento offerte non ne sono arrivate. Però sono pronto a rigettarmi nella mischia".
Che tipo di progetto cerca?
"Un progetto dove il calcio torni culturalmente ad essere protagonista. Vede, con la crisi che c'è al giorno d'oggi è possibile costruire ottime squadre senza spendere cifre eccessive. Paradossalmente le società più piccole, lavorando bene, hanno l'opportunità di centrare traguardi anche importanti, a patto di allestire una squadra con le giuste caratteristiche".
A cosa si riferisce?
"Ai giocatori e alle loro richieste, in primis. Ormai di calcio non si vive più, anche se molti ragazzi continuano a farsi circuire da promesse che non saranno mai mantenute. D'altra parte spiace quando un ventenne, appena contattato, come prima domanda ti chieda del rimborso: bisgona tornare ad avere entusiasmo e voglia di imparare senza sentirsi mai arrivati, con questi presupposti ogni traguardo diventa raggiungibile. Aspetto solo la chiamata giusta, se qualche società vede il calcio alla mia maniera, puntando con i fatti sui giovani e non solo a parole, allora Saltarelli è pronto a tornare in pista. Se così non sarà allora andrò ad allenare nei Settori Giovanili, ma al momento mi voglio ancora confrontare con i campionati dilettantistici. Sento di avere ancora da dare e la voglia e l'entusiasmo di tornare in panchina sono ai livelli massimi".














