"Sì, resto a Finale. Per convinzione, stima e riconoscenza verso questa società".
Telegrafico Pietro Buttu: poche parole ma che fanno tirare un grande sospiro di sollievo a tutta la tifoseria finalese. Il tecnico ingauno resterà quindi almeno un' altra stagione sulla panchina giallorossa, con un unico obiettivo: vincere.
"Se non avessi avuto le giuste rassicurazioni sotto il profilo tecnico non avrei sicuramente proseguito la mia avventura con il Finale. Ringrazio tutta la società per avermi confermato stima e fiducia, in special modo il presidente Cappa, Nicola Rossi e il direttore Generale Andrea Demin":
Mister, proprio pochi giorni fa è arrivata la notizia di un imminente taglio al bilancio, questo aspetto può minare le vostre ambizioni?
"Direi proprio di no. I calciatori devono rendersi conto del momento economico che stiamo tutti attraversando, Lo si vede nella vita di tutti i giorni, come dentro al rettangolo verde. Ho sempre avuto la convinzione che non sia strettamente necessario prendere nomi altisonanti per fare bene, quello che conta, per come vedo io il calcio, sono le motivazioni".
Certo la partenza di Sancinito peserà non poco.
"Davide ci mancherà: è sicuramente il centrocampista più forte di tutta l'Eccellenza Ligure. D'altra parte proveremo a trovare altri giocatori che a livello tecnico e morale possano regalarci quelle garanzie che cerchiamo".
Sono previste altre partenze eccellenti?
"Direi che è presto per dirlo. I giocatori che resteranno a Finale dovranno farlo convintamente, seguendo i nuovi parametri societari".
Non ci dica che il telefono nel corso di queste settimane è rimasto muto perchè non ci crediamo.
"Fa ovviamente piacere la stima professionale e umana da parte di tanti dirigenti calcistici. Il mio sogno è allenare in Serie D: nella mia vita non mi è mai stato regalato nulla e a partire dall'esperienza di Laigueglia credo che i risultati parlino a mio favore. Il lavoro di tutti i giorni è sacro, ma mi piacerebbe avere l'opportunità di confrontarmi con un determinato tipo di calcio".
Vedere la Pro Dronero salire in Serie D brucia un po'?
"Spiace non averli affrontati al massimo delle nostre possibilità. Stare un mese fermi incide non poco sulla tenuta atletica di una squadra. Abbiamo comunque provato a dare il massimo, grazie anche al prezioso contributo di Giorgio Panzarasa, nuovo preparatore atletico del Verona. Lavoriamo tanto in settimana, con l'obiettivo di ridurre al minimo gli infortuni muscolari, risultato che siamo riusciti largamente ad ottenere. Mi auguro che la Federazione possa prendere provvedimenti in tal senso, al fine di non sfavorire le formazioni liguri".
Soprattutto nella gara di ritorno si è palesata una scarsa brillantezza.
"E' normale, ma non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi, anzi li ringrazio dal primo all'ultimo, sono un gruppo davvero straordinario. In particolar modo dico grazie a Cesar Grabinski e Gabriele Davanzante, due grandi giocatori, ma soprattutto due grandi uomini, che si sono messi a piena e totale disposizione della nostra causa. Non li conoscevo prima dell'estate scorsa, ma per loro avrò sempre e solo parole di stima".





