Sarà un iter lungo e sicuramente non semplice, ma la Commissione istituita dal presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, ha un obiettivo chiaro e ben definito: riformare il calcio italiano.
Una missione sulla carta complicatissima, complici le ataviche resistenze al rinnovamento nel nostro Paese, ma il massimo dirigente della F.I.G.C. non vuole lasciare nulla di intentato per riportare il movimento nazionale ai vertici continentali.
Come abbiamo raccontato nelle scorse settimane, all'interno del comitato strategico è stato prescelto anche l'avvocato Simone Mariani, segretario dell'A.I.A.C. di Savona e tecnico della Juniores del Finale, pronto a regalarci in anteprima le prime novità sui lavori della Commissione.
Mariani, le è stata affidata una grande responsabilità.
"E' un grande onere e un grande onore. Ringrazio davvero di cuore l'A.I.A.C. ligure e savonese per aver promosso la mia candidatura, nelle figure dei presidenti Ugo Maggi e Giancarlo Tonoli. Il mio curriculum è arrivato sulla scrivania del presidente Tavecchio e sono stato scelto per rappresentare tutti i tecnici italiani all'interno della Commissione".
Giovedì scorso tutti gli appassionati di calcio sono rimasti estasiati dallo spettacolo andato in scena tra Liverpool e Borussia Dortmund in campo e sugli spalti. Quando potremo vedere anche in Italia stadi pieni e sicuri?
"Il rinnovamento degli impianti è sicuramente uno dei punti cardine sul quale poggiare il processo di riforma. Avere degli stadi moderni potrà senz'ombra di dubbio aiutare le famiglie a riavvicinarsi al calcio, ma ciò rappresenta solo un anello della catena. Da amante di questo sport è stato uno spettacolo straordinario, l'auspicio è che lavorando insieme si possa arrivare a un simile traguardo".
Oltre al discorso stadi bisogna sottolineare come il calcio italiano abbia perso in parte credibilità nel corso degli ultimi anni.
"C'è in parte disaffezione, è vero, proprio per questo motivo il presidente Tavecchio ha il piacere di presenziare e di presiedere personalmente tutte le riunioni, all'interno delle quali siedono esponenti di altissimo prestigio non solo a livello calcistico, ma anche istituzionale, organizzativo e mediatico. Per applicare una riforma efficace sarà necessario il contributo di tutti, non per ultimo quello del mondo politico e del Governo".
C'è stata spesso ritrosia da parte dei club ad autoriformarsi. Si può sperare in un'inversione di tendenza?
"L'aspetto maggiormente positivo è vedere seduti al tavolo i rappresentanti di tutte le leghe, tra cui i presidenti Lotito e Abodi per la Serie A e la Serie B. Da quanto si può percepire, le varie società hanno pienamente compreso l'importanza del momento che stiamo vivendo e pur essendo solo agli inizi dei lavori si respira un buon clima di collaborazione".
Quanto ci vorrà prima di vedere i primi frutti?
"Ci auguriamo arrivino presto. Al momento stiamo ancora affinando le prime strategie e i primi intendimenti, ma già questa settimana ci ritroveremo per dare un'ulteriore accelerata ai lavori. Il nostro passo dev'essere spedito ma attento visto l'importanza del compito che ci è stato assegnato".