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Calcio | 26 novembre 2019, 11:00

Calcio. Fermarsi o continuare a segnare quando il punteggio si fa troppo largo? Cosa significa rispettare l'avversario?

Un fatto di cronaca sportiva balzato alla ribalta nazionale ha riacceso una vecchia discussione. Le parole di Musso e Bruzzone, tecnici di Veloce e Quiliano&Valleggia Juniores

Calcio. Fermarsi o continuare a segnare quando il punteggio si fa troppo largo? Cosa significa rispettare l'avversario?

"Penso che si sarebbe dovuto mettere in risalto la caparbietà dei nostri avversari, che a ogni goal subito hanno ricominciato a giocare con il medesimo impegno. Ho anche parlato con l'allenatore avversario a fine primo tempo e abbiamo convenuto sul fatto che la cosa migliore fosse andare avanti giocando normalmente", commenta l'allenatore dell'Invictasauro Riccini, esonerato dopo che la sua squadra, che milita nel torneo juniores toscano, ha battuto con il punteggio di 27 a 0 gli avversari del Marina. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un'intervista per il programma Rai Dribbling.

Una questione, quella del rispetto dell'avversario in casi di rapporti di forza eccessivamente sproporzionati, che spesso divide. Da una parte, chi sostiene che non si debba mai varcare una certa soglia, mentre dall'altra la tesi è quella che, per rispettare davvero l'avversario, sia necessario giocare con il massimo impegno fino alla fine.

Su questo argomento, abbiamo chiesto il parere di Fabio Musso, attuale mister della Juniores della Veloce, che svolge la professione di educatore da 25 anni. "Credo che il rispetto - commenta - non si misuri con un risultato, sebbene un 27 a 0 sia foriero di interrogativi. Penso che il rispetto consista nel condurre la partita al meglio delle proprie possibilità. Rispetto significa cercare di segnare attraverso la manovra evitando di verticalizzare in continuo per colpire a ripetizione, realizzare giocate semplici invece di tentare colpi di tacco o tunnel e non esibirsi in esultanze sguaiate e derisorie". Infine, una proposta: "Nel baseball, quando il punteggio si fa troppo largo interviene la regola Mercy che sancisce la fine dell'incontro. In quanto regola, non verrebbe vista come concessione o affronto".

Andrea Bruzzone, membro dello staff della Juniores del Quiliano&Valleggia di mister Caddeo, che con Musso condivide un passato da portiere, ruolo particolarmente sensibile in situazioni come quella di cui si sta parlando, concentra l'attenzione su come avrebbe gestito una tale vittoria: "Avrei esonerato l'allenatore solo se non avesse posto l'attenzione su quanto accaduto e se non lo avesse sfruttato come spunto di riflessione. Ai ragazzi avrei detto che si sarebbero dovuti ricordare dei volti degli avversari così pesantemente sconfitti e che nella vita tutto può accadere. Che se succederà a loro dovranno anch'essi dimostrare la stessa dignità e lo stesso impegno degli avversari, i quali hanno dato una lezione importante".

Idee chiare che però forse faticherebbero a imporsi nelle categorie dei più piccoli, i quali con molta probabilità possono fare più fatica a elaborare una sconfitta di grandi dimensioni liberandosi dal pensiero del risultato e riflettendo in modo più globale. Corretto, quindi, giocare fino alle fine anche nei tornei dei bambini?

 

 

 

Michael Traman

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