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Altri sport | 10 gennaio 2020, 17:10

“Lo sport dovrebbe essere qualcosa che unisce, che fa sorridere che crea svago che crea squadra e che con senso civico rispetta gli avversari”

Da Pinerolo ci scrive la presidente del “Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi”

“Lo sport dovrebbe essere qualcosa che unisce, che fa sorridere che crea svago che crea squadra e che con senso civico rispetta gli avversari”

Domenica scorsa, in occasione della partita Milan-Sampdoria, dal secondo anello verde dello stadio San Siro di Milano è stato intonato all'indirizzo dei tifosi ospiti un becero "avete il ponte crollato".

Scherzare sul Morandi crollato - ha scritto un noto quotidiano genovese - va molto oltre ed è barbaro nei confronti di tutti, dalle vittime del ponte agli sfollati a tutti quanti i liguri e in qualche modo gli italiani che ancora oggi patiscono i disagi di quella tragedia”

Sulla vicenda, da Pinerolo riceviamo questa accorata lettera di Egle Possetti, presidente del “Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi”, che nel tragico crollo ha perso la sorella, il cognato e due nipoti che molto volentieri pubblichiamo.

In Italia nulla riesce ad andare nel verso giusto, ponti che crollano, gallerie che cadono a pezzi, degrado delle infrastrutture devastante e purtroppo un grande degrado culturale che ha delle enormi ricadute sulla nostra vita sociale, economica e politica.

Lo sport dovrebbe essere qualcosa che unisce, che fa sorridere che crea svago che crea squadra e che con senso civico rispetta gli avversari con cui si ha l’onore di confrontarsi perché non si tratta di guerra, dovrebbe trattarsi di competizione sportiva appunto, come tifosi dobbiamo impiegare tutta l’energia, tutta la carica, tutta la nostra passione ma con classe.

Purtroppo la classe non è acqua e come noto, durante la partita che si è disputata a San Siro fra e Milan e Sampdoria si è verificato un grave episodio.

Sono stati lanciati cori contro la squadra ospite che hanno inneggiato trionfalmente alla “nostra” tragedia...

Penso che queste persone che hanno lanciato questi cori non siano portati a riflettere sul peso delle parole e forse hanno della segatura al posto del cervello, ma devono essere fermati e qualcuno ha il potere di farlo, si deve agire per arginare una volta per tutte questa modalità di vivere gli eventi sportivi dove alcune persone si trasformano in barbari.

Come immaginerete, per chi come noi ha perso delle persone molto importanti sotto le macerie di quel maledetto ponte Morandi sentire l’uso meschino di quella tragedia per un fine così stupido e banale è difficile da accettare.

Chiediamo alla FIGC ed a tutti coloro che possono farlo, un intervento forte e determinato e chiediamo che nei nostri stadi si possa veramente vivere il calcio con tutta la forza e l’energia positiva che può far scaturire, senza utilizzare più la nostra disperazione per fini così demenziali.

Dimostriamo che siamo un paese degno della nostra storia antica, tanti dei nostri avi illustri si stanno rivoltando nella tomba ed anche i nostri 43 cari.

Vorremmo poter scrivere comunicati in cui manifestiamo positività per revoche di concessioni, per condanne esemplari, per gogna mediatica di chi gestisce penosamente la “cosa” pubblica ed invece dobbiamo scrivere per deplorare gesti di alcune persone che non sono neanche degne di essere chiamate tali.

Tutti i veri sportivi li devono isolare perchè sono anche la loro vergogna.

Grazie per l’attenzione.

Presidente Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi


redazione

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