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Calcio | 04 maggio 2020, 15:14

Calcio. 71 anni fa Valerio Bacigalupo e il Grande Torino diventavano leggenda

Oggi cade l'anniversario della tragedia di Superga

foto Wikipedia

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Il 4 maggio è una data incisa indelebilmente nella storia del nostro Paese. Esattamente 71 anni fa il Grande Torino lasciava questo mondo per elevarsi nel mito: la tragedia di Superga, una ferita terribile nel cuore di un'Italia che stava tentando di rialzarsi dopo la guerra, strappava alla vita 31 persone tra giocatori, allenatori, dirigenti, giornalisti al seguito della squadra ed equipaggio dell'aereo schiantatosi sulle colline torinesi. Tra loro anche un savonese, il portiere dei granata: Valerio Bacigalupo.

L'estremo difensore, nato a Vado Ligure il 12 febbraio 1924, aveva appena 25 anni e si apprestava a vivere ancora diversi anni di carriera da protagonista tra i pali del Toro ma anche tra quelli della nazionale italiana. Lui che, dopo aver vestito le maglie di Vado, Cairese e Genoa, giunse in granata nel 1945 quando l'allora presidente torinista Ferruccio Novo sborsò addirittura 160 mila lire per strapparlo al Savona: un investimento che Bacigalupo fece fruttare con ben 137 presenze e la conquista di 4 scudetti. Cinque invece le presenze in maglia azzurra, l'ultima a Madrid (il 27 marzo 1949) nello storico successo per 3-1 dell'Italia al "Nuevo Estadio Chamartín" (oggi Santiago Bernabeu ndr) contro la selezione spagnola. Un gettone impreziosito dal rigore parato a Gainza. Poi quel maledetto giorno con l'aereo che stava rientrando in Italia dalla trasferta di Lisbona, sede dell'amichevole contro il Benfica, che si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga: da allora il calcio italiano non sarà più lo stesso. 

Dal 6 settembre 1959 lo stadio di Savona porta il nome del numero 1 del Grande Torino, lo stesso vale per l'impianto calcistico di Taormina. Le spoglie di Valerio Bacigalupo riposano nel cimitero di Bossarino. Di lui e dei suoi compagni di squadra continua a vivere, e così sarà in eterno, il ricordo e la stima non solo dei tifosi del Torino ma bensì di tutti gli amanti dello sport più bello del mondo.

Roberto Vassallo

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