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Altri sport | 24 luglio 2020, 05:39

Ferrari: verso il 2021

Il Mondiale 2020 non è andato proprio bene per la Ferrari che si posiziona al 5 posto, non accadeva da tempo

Ferrari: verso il 2021

Il Mondiale 2020 non è andato proprio bene per la Ferrari che si posiziona al 5 posto, non accadeva da tempo, in genere al Mondiale Costruttori erano anni che si arrivava nella Top 3. Questa volta cosa è successo? Il 2020 è stato un anno funesto: l’emergenza sanitaria, il fermo forzato, la spy story e tanto altro. Non hanno perso la speranza gli appassionati puntatori delle scommesse online che, giustamente, si fidano moltissimo della casa automobilistica più famosa d’Europa. Ferrari è sempre Ferrari.

La Ferrari nonostante tutto resta persino nel cuore di Luca Baldisserri ex ingegnere della scuderia di Maranello. L’ingegnere ha raccontato la sua vision in un'interessante intervista sul blog l’Insider, un pezzo da leggere per avere chiara la situazione dei piloti e non solo.

In Ferrari è in corso una rivoluzione

Dopo anni in Ferrari si cambia vision: sembrava impossibile ed invece ecco che arrivano nuove strategie in grado, a quanto pare, di far tornare a sfrecciare le monoposto Ferrari in pista senza temere rivali.

Nascono infatti, per la prima volta dopo l’epoca Marchionne, dei dipartimenti ed una nuova struttura che torna ad essere verticale a differenza della struttura orizzontale tanto cara al manager italo-americano. Torna la struttura più classica dei vertici sperando che questa riesca a dare una svolta al mondo del Cavallino Rosso. Tutti sono già pronti a dire di sì senza timori. Intanto sono tantissime le novità in vista.

Nasce il Performance Development guidato da Enrico Cardile,dove arriva anche David Sanchez. Enrico Gualtieri continua come responsabile della power unit, Laurent Mekies direttore sportivo e responsabile delle attività di pista, Simone Resta titolare dell’area di ingegneria telaio. Si sarebbe, secondo fonte Corriere dello Sport riaccesa la collaborazione con Rory Byrne.

Byrne è l’ingegnere sudafricano che per anni ha fatto correre il Cavallino Rampante. Infatti gli appassionati sanno bene che l'ingegnere è arrivato la prima volta nella Scuderia di Maranello nel 1997. Un uomo che ha guidato il successo su pista di tantissime vetture uscite dagli studi di Maranello.

Sarebbe stato Binotto a chiedere l’intervento di Byrne per cercare di migliorare la SF1000.

Intanto nonostante tutti avessero detto che Mattia Binotto doveva lasciare la scuderia è di queste ore la notizia che resterà managing director e team principal Ferrari.


Ferrari: l’unità che conta


A Maranello poteva cambiare tutto invece si è scelto di perseguire un cammino di unità a caccia di nuovi risultati, quelli del 2021. Nel 2021 si dovrà vincere il Mondiale costi quel che costi. Bisogna dimenticare rapidamente questo 2020 da incubo, un anno deludente sotto il profilo delle prestazioni e non solo. Intanto la ritrovata unità dello staff tecnico fa ben sperare ed il fatto che l’ingegner Mattia Binotto resti al suo posto è importantissimo.

Binotto doveva essere licenziato ed invece no eccolo lì pronto a riprendere in mano un percorso importante. La sua felicità e gioia la si legge anche in Twitter dove ha postato una foto con la didascalia: “Rimanere insieme come squadra” accompagnata dall’hashtag essere Ferrari.

Ed è proprio l’unità e la squadra quella che ha sempre caratterizzato la Ferrari.



Richy Garino

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