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Calcio | 29 novembre 2020, 13:14

Calcio. Una fede, Maradona e una Kodak da 2000 lire. Il ricordo del "Pibe de Oro" di Tony Saltarelli

Tony Saltarelli con Diego Armando Maradona

Tony Saltarelli con Diego Armando Maradona

La morte di Diego Armando Maradona ha sconvolto l'intero pianeta. Soprattutto all'interno del mondo del calcio lo scoramento per la perdita del giocatore più talentuoso della storia ha colpito nel profondo tutti gli appassionati, facendo però riemergere aneddoti ed episodi nascosti dal tempo.

In tanti appassionati savonesi il ricordo è volato subito al campo di Celle Ligure, quando Maradona illuminò la "Natta" in mezzo a un pubblico entusiasta.

Tra di loro c'era anche Tony Saltarelli, attuale allenatore della Vadese e centravanti di lungo corso.

"Mi ricordo ancora l'emozione vissuta quella giornata. C'era veramente tanta gente alla "Natta" e con una macchina fotografica istantanea Kodak da 2000 lire mi recai a vedere la rifinitura del Napoli.

Ho visto l'emozione negli occhi di numerosi sportivi, ma per il sottoscritto c'era un significato in più, essendo nato a Napoli e tifando fin da piccolo per i colori azzurri.

In quel caso la militanza nel calcio dilettantistico mi tornò utile, dato che la conoscenza con il custode della "Natta" mi permise di poter accedere a bordo campo. Mi venne chiesto di stare dietro ai fotografi, nello spazio tra gli spogliatoi e il rettangolo di gioco, ma sapevo di avere un'occasione unica e, non appena lo vidi avvicinarsi al termine dell'allenamento, ruppi la linea e mi avvicinai a lui. Diedi la macchina fotografica in mano a un ragazzo che non conoscevo nemmeno, chiedendogli di farmi una foto, nella speranza che l'immagine una volta sviluppata fosse quantomeno decente.

Fortunatamente andò bene".

 

Anche Saltarelli conferma l'alto valore simbolico del numero dieci argentino:

"Per Napoli ha voluto dire tanto, forse tutto: ha permesso a una città di riscattarsi, andando a rompere l'egemonia delle squadre del nord. Per me, lontano da casa, ha rappresentato molto, anche solo nel poter controbattere e scherzare con i miei amici che tifavano Juventus, Milan o Inter. Maradona è diventato un'icona perchè voleva bene alla gente, anche a Celle si fermò al termine dell'allenamento a fare qualche numero dei suoi per intrattenere il pubblico. Resta un ricordo bellissimo, come quelli legati a mio papà Gennaro (nella foto sottostante) o al giorno della vittoria dello scudetto.

Quasi per sfida lanciammo un carosello con mio fratello Michele, pensando di essere gli unici. Man mano però vedemmo tanta gente accodarsi tra clacson e bandiere azzurre, fino ad arrivare in una Piazza Mameli, a Savona, stipata. Ho i brividi ancora oggi solo a pensarci".

Lorenzo Tortarolo

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