Calcio - 21 gennaio 2021, 08:00

Calcio, Vado. Il club è un unicum, ma la scommessa rischia di non pagare

Accettare le contraddizioni rossoblu potrebbe paradossalmente favorire il percorso della squadra verso la salvezza?

azione Fossano - Vado

Due sconfitte in rassegna, una di seguito all'altra, ma le vibrazioni all'interno del gruppo rossoblu sono apparse diametralmente opposte al termine degli incontri di Fossano (dove i piemontesi hanno interrotto un'astinenza dai tre punti che durava da settembre) e Sanremo (i matuziani erano a secco di vittorie al "Comunale" da tre mesi).

Senza aver intenzione di origliare, le grida nel ventre del "Pochissimo" hanno risuonato impetuose dallo spogliatoio vadese, mentre ieri pomeriggio si respirava una maggiore consapevolezza della situazione, altamente complessa, ma non per questo senza via d'uscita.

A Bernardini e compagni non si possono infatti muovere appunti sul fronte dell'impegno. Fattore sufficiente per salvarsi? La risposta è una sola: no.

Il Vado, arrivati a febbraio, non ha ancora palesato un'identità propria, nonostante un budget importante, da zone nobili della graduatoria. Si possono avere nel proprio teatro, i migliori orchestrali del pianeta, ma senza uno spartito comune, stecche e stonature emergeranno inevitabili.

Senza ipocrisie, il punto raccolto in otto gare, in altri contesti, avrebbe portato inevitabilmente al cambio della guida tecnica, ma è chiaro e palese che, dati i rapporti interni alla società, difficilmente si vedranno scossoni, salvo sorprese clamorose.

Quale scenario si professa? Il mercato invernale sembra aver disegnato contorni abbastanza chiari. In organico sono arrivati elementi come Pedalino, Strumbo, Bernardini e D'Agostino: giocatori dalla personalità particolarmente forte. Sarà quindi verosimilmente la squadra a dover compattarsi e a trarre il miglior percorso possibile da qui alla fine del torneo, motivo per cui una rapida iniezione di fiducia sarà necessaria per tentare di risalire in fretta la china, evitando che il gap dalla zona playout possa pericolosamente allargarsi. Ecco perchè la partita con il Casale di domenica prossima rappresenta un bivio forse decisivo.

La situazione pandemica, tra l'altro, ha portato tutti i media locali a concentrare le proprie attenzioni sul Vado, l'unica squadra della provincia di Savona attualmente in campo, mettendo sotto i riflettori ogni accento del mondo rossoblu.

Appelli al sostegno sono stati lanciati anche dai tesserati agli organi di stampa che però, con un punto raccolto in otto partite e una sola rete realizzata nelle ultime cinque gare, non possono omettere, per rispetto dei propri lettori, evidenze insindacabili.

Forza Vado, quindi, seppur con due allenatori diversi in casa e trasferta, giocatori messi in naftalina e richiamati all'ultimo minuto e perchè no, anche con criticabili scelte per i ruoli assegnati agli interpreti in campo. Contraddizioni che, è però bene rimarcarlo, risultano difficilmente comprensibili fuori dalle mura del "Chittolina".

La posta messa in palio consapevolmente dalla famiglia Tarabotto è alta e l'esito di questa scommessa tecnica viaggia sul filo del rasoio. Vincerla significherebbe rilanciare un progetto che, nel corso degli anni, ha portato il club a porsi come esempio per serietà, solidità e strutture. In caso contrario riportare il Vado in Eccellenza rappresenterebbe un "malus" non indifferente, sia per il blasone del sodalizio vincitore della prima Coppa Italia che per l'intera provincia. Le disgrazie del Savona Fbc hanno portato gli Striscioni a ripartire dalla Prima Categoria e perdere un punto di riferimento nel massimo campionato dilettantistico limiterebbe le possibilità di sviluppo dell'intero comprensorio.

 

Lorenzo Tortarolo

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