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Ciclismo | 03 marzo 2021, 20:06

Trofeo Laigueglia sfortunato per la Eolo-Kometa: Gavazzi ko dopo una caduta (VIDEO)

Ivan Basso promuove comunque i suoi: "Contento dell'attitudine della squadra"

Trofeo Laigueglia sfortunato per la Eolo-Kometa: Gavazzi ko dopo una caduta (VIDEO)

"È stato un Trofeo Laigueglia che assomigliava ad un'anteprima di classicissima di primavera con gran parte dei corridori più forti: da Bernal a Nibali, a Quintana, con corridori che arrivavano dall'Uae Tour e dal Giro della Provenza. È stata una gara di altissimo livello". È questo il commento di Ivan Basso, Sport Manager della Eolo-Kometa, al termine dell'edizione 2021 del tradizionale appuntamento che apre la stagione del ciclismo italiano.

"Nel momento in cui c'è stata la scrematura più importante, sono rimasti davanti i corridori più forti - ha aggiunto - per quanto ci riguarda, sono molto contento dell'attitudine della squadra: volevamo essere nella fuga e ci siamo riusciti. Per alcuni era la nostra prima gara ufficiale oltre alle due apparizioni di un giorno in Spagna, quindi la prima gara dell'anno. Ci siamo comportati come dovevamo, con tre corridori che sono arrivati con l'ultimo gruppo però comunque in corsa. Dobbiamo continuare a lavorare così, col sistema che ho detto più volte: valorizzare i nostri giovani vuol dire permettergli di imparare e se corri solo con i giovani non migliori, se corri con i più grandi e con più bravi è sicuramente il modo migliore per migliorare in fretta".

Vincenzo Albanese è stato il primo degli uomini in azzurro a tagliare il traguardo di via Roma (chiudendo al 44esimo posto a quasi sei minuti dal vincitore). La Eolo-Kometa ha però dovuto fare i conti con la caduta di Gavazzi, costretto al ritiro e al trasporto in ospedale: "Ha 34 punti in un braccio - ha spiegato Basso - era l'atleta più attrezzato per poter fare un finale di corsa con i primi e dunque lottare per un piazzamento. Purtroppo l'abbiamo perso dopo pochi km, adesso l'obiettivo è recuperarlo per la Tirreno-Adriatico (in programma dal 10 al 16 marzo ndr) che per noi resta un altro obiettivo importante".

In conclusione, una considerazione sulle differenze tra la sua nuova vita da dirigente e il passato da ciclista: "Cambia tutto, è un altro mestiere - ha chiosato il due volte vincitore del Giro d'Italia, nel 2006 e nel 2010 - fai tesoro dell'esperienza ma è completamente un altro mestiere che impari gara dopo gara. Stiamo adottando un sistema nuovo: faremo una riunione post gara per cercare di analizzare quello che è andato bene e quello che non è andato bene, per migliorare sempre".

Luciano Parodi - Roberto Vassallo

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