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Altri sport | 29 marzo 2021, 17:50

Divieto ai soli atleti degli EPS in zone rosse? La questione finisce in tribunale

Presentato oggi il ricorso al TAR

Divieto ai soli atleti degli EPS in zone rosse? La questione finisce in tribunale

La querelle sugli allenamenti e gli eventi vietati agli atleti EPS nelle zone rosse – ma non a quelli delle Federazioni – finisce in tribunale. Presentato oggi il ricorso da parte di cinque Enti di Promozione Sportiva, ACSI, AICS, ASI, Endas e Libertas, rappresentativi di oltre quattro milioni di associati. 

 

Nel documento preparato dagli avvocati Vittorio de Gregorio e Achille Reali, si richiede l’annullamento dell’art. 41, comma 1, del DPCM del 2 marzo 2021, solo per la parte in cui dispone che “Sono altresì sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva”, nonché della stessa disposizione per come interpretata e applicata nella FAQ n.5 del sito web istituzionale del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di un successiva nota del CONI che estende il provvedimento anche agli allenamenti. 

“In merito alla sospensione, nelle zone rosse, anche degli allenamenti per i soli atleti degli EPS, le FAQ interpretano in modo distorsivo e sbagliato quanto scritto nel DPCM”, così ha dichiarato Claudio Barbaro, Presidente di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane. 

"Lo status di atleta agonista, sia esso federale o appartenente a un Ente di promozione sportiva, è identico dal punto di vista delle misure da adottare per la prevenzione e la sicurezza. Non si comprende, quindi, questa distinzione, che viola i diritti degli atleti e degli Enti di Promozione Sportiva”.  

 

Siamo di fronte a una gravissima disparità di trattamento nonostante Federazioni ed Enti applichino le stesse misure di profilassi preventiva – sottolinea il ricorso presentato dagli Enti - tra Federazioni Sportive Nazionali e Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva con anche la violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Gli Enti di Promozione Sportiva hanno come finalità la promozione e l'organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ludiche, ricreative e formative. In particolare, svolgono attività con scopi di ricreazione, crescita, maturazione personale e sociale, nonché attività di avviamento alla pratica sportiva e tutela della salute, preziosi, ancor più, in questo periodo emergenziale.

comunicato stampa

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