Calcio - 20 maggio 2021, 09:00

Boxe. Il pietrese Francesco Zambarino cerca il tris a Carpi: "Segnali positivi dall'Interregionale, ora testa ai Campionati Italiani"

"L'amore per la boxe? E' nato quasi per caso, pur avendo un grande esempio nel savate come mio padre Emanuele"

Non c'è il due senza il tre? I vecchi detti sarebbero potuti tornare utili se l'avversario non si fosse ritirato a pochi giorni dal match in programma a Carpi. 

Mantenere alta la concentrazione per i prossimi impegni sarà quindi determinante, soprattutto in uno sport come la boxe dove sono necessari mille ingredienti oltre al talento e al sacrificio.

Ingredienti che il pietrese Francesco Zambarino, 20 anni il prossimo agosto, sta dimostrando di coltivare con umiltà ed intelligenza, complice il doppio successo ottenuto a Carrara e a La Spezia (domenica scorsa) all'interno del circuito Interregionale dedicato alla categoria 56 kg elite.



Francesco, domenica si sarebbe dovuto chiudere il trittico.

“Purtroppo il mio avversario si è ritirato. Avrei dovuto combattere a Carpi e l'intenzione di continuare su buoni livelli cera tutta tutta. I primi due impegni sono stati particolarmente difficili, anche grazie alla qualità degli avversari con cui mi sono misurato, ma tutto ciò ha rappresentato un'occasione in più per crescere”.



A breve riapriranno per tutti le palestre. Com'è stato per un agonista come te rapportarsi al primo lockdown? Tanta corda da saltare?

Fortunatamente a casa mio padre è presente una piccola palestra all'interno della quale mi alleno spesso ancora adesso. Sì – sorride Francesco – c'è stata tanta corda, più allenamento a vuoto, davanti allo specchio, oltre a schemi ripetuti alla nausea. In più ho avuto il Covid e per diverse settimane ho dovuto fare tutto questo confinato proprio nella mia camera da letto”.



Ti sei ripreso però nel migliore dei modi.

“Poco alla volta ho avuto modo di ricarburare, combattendo per quattro volte in cinque mesi. Dopo l'Interregionale ci sarà modo di concentrarsi sui campionati italiani under 22 che si terranno a giugno”.



Cosa ti ha spinto ad abbracciare il mondo della boxe? Soprattutto in un periodo dove le arti marziali miste sono particolarmente in voga?

“Il primo esempio è stato mio padre Emanuele, campione del mondo savate. Però, pur frequentando la palestra, non è mai scoccata la scintilla. Il fulmine a ciel sereno è arrivato quando ho intrapreso, quasi per caso, un corso di pugilato e da lì si è acceso qualcosa. Ho iniziato il mio percorso partendo da Pietra Ligure, passando per Salea ed Alassio, fino ad arrivare all'Ardita Boxe a Genova, il team per i cui colori sto combattendo attualmente. Gli obiettivi futuri? La speranza è di poter trascorrere alcune settimane di formazione in America e poter sbarcare nel mondo professionistico”.



Lorenzo Tortarolo