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Calcio | 14 settembre 2021, 11:40

Sciarada Savona. Volano bordate social tra società e parte della tifoseria dopo il ko con la Vadese, tra i due fronti la squadra di Cattardico

Clima rovente dopo l'1-3 di Quiliano. Il clima teso non favorisce la crescita della squadra, tra silenzi stampa e delegittimazioni reciproche

Sciarada Savona. Volano bordate social tra società e parte della tifoseria dopo il ko con la Vadese, tra i due fronti la squadra di Cattardico

Può un battito d'ali a Quiliano scatenare un uragano a Savona?

Parafrasando la celeberrima frase del film diretto dalla coppia Bress - Gruber probabilmente sì, anzi conoscendo le dinamiche relative al club biancoblu il risultato può apparire ancora più amplificato.

Era inevitabile infatti, dopo il grottesco fallimento di un anno fa, che la sconfitta di Coppa Liguria contro la Vadese lasciasse più di uno strascico, tanto che è bastato attendere qualche ora affinchè si dipanassero i primi effetti sui social. Una sorta di secchiata di sale, su una ferita mai richiusa.

Puntuale, si è innescato il canonico ping pong stantio, un botta e risposta con un minimo comune denominatore che accomuna in causa: la delegittimazione reciproca.

La nuova puntata della saga tra alcuni tifosi e il vicepresidente Marinelli ha preso corpo su Facebook nella serata di domenica. Una prima stilettata alla società dopo il ko del "Picasso", a cui Marinelli ha risposto con quei toni che il mondo dilettantistico savonese e gli amministratori locali hanno ormai imparato a conoscere.

Un gioco pericoloso che potrebbe ledere l'ingranaggio cardine che maggiormente dovrebbe essere tutelato in questo momento: la squadra.

Sia chiaro, il Savona non è un'armata (l'Alassio FC 2016/2017 per intenderci). L'undici titolare ha sicuramente le carte in regola per poter vincere il proprio girone, ma il numero degli infortuni deve essere limitato, complice anche l'età media piuttosto bassa delle seconde linee.

La squadra di Cattardico, probabilmente anche a causa di una preparazione fisica non ancora affinata al meglio, è apparsa monocorde, non ancora capace di cambiare ritmo in partita, tranne che negli strappi fisici e tecnici di Macagno e Spaltro. In mediana si è puntato sull'esperienza di Monaco e Stefanzl o sulla fisicità di Giacomo Puddu, mentre solo recentemente è stato inserito un elemento di passo e gamba come Serhiienko, per altro non ancora ufficializzato tramite il canonico comunicato dal club. Inutile dire che molto passerà dal recupero completo di Youri Vittori, pronto a scrivere una nuova pagina della propria vita calcistica dopo i numerosi infortuni finalesi.

L'umore nella squadra a fine partita non era dei migliori. Il peso della maglia si sente, come testimonia anche il blackout avvenuto dopo il pareggio della squadra di Saltarelli e completato dalle zampate di Ninivaggi e Salis.

Era sufficiente guardare il volto dei giocatori e dello staff, oltre a qualche dichiarazione a microfoni spenti, per comprendere le difficoltà emotive nel chiamarsi Savona, ancor di più in Prima Categoria.

Mister Cattardico ci ha messo la faccia, mentre per i giocatori è proseguito l'ormai canonico silenzio stampa, di per sè controproducente in qualsiasi categoria, ma ancor di più all'interno delle cornici dilettantistiche. Spesse volte per un club è meglio concedere ai giornalisti le canoniche dichiarazioni post partita, che al 90% poco aggiungono al racconto, piuttosto che recepire sfoghi a microfoni spenti dopo un caffè al bar o un incontro casuale sotto i portici di Via Paleocapa.

Un ambiente sereno rappresenterebbe quella marcia in più per lanciare una scalata di per sè non così scontata, depurando il vecchio delfino da questa enclave di pessimismo e delusione.

Tornando a qualche capoverso poco più in alto ci sono dati incontrovertibili che le parti in causa devono considerare.

Simone Marinelli è il proprietario del marchio Savona FBC ed è l'attuale collettore delle risorse economiche del club, solide per il vicepresidente, meno consistenti per i suoi detrattori. Altri rilanci , nel momento chiave dell'asta affidata al curatore Marchese, non ne sono arrivate, nemmeno da Marco Repetto, imprenditore genovese legato a Franco Tarabotto e Beppe Costa.

I tifosi e i sostenitori restano però il fulcro di ogni società e prenderli a male parole non rappresenta la strategia più indicata per attirare a sè le simpatie della piazza. Marinelli non può aspettarsi infinita riconoscenza per aver dato vita al nuovo corso societario, ancor di più in un mondo come quello del calcio, dove società abituate a vincere, nel proprio paese o in Europa, vengono costantemente pizzicate sui social dai propri simpatizzanti.

Savona del resto non è mai stata tenera con i propri patron, in Serie D (e Alessandro Grandoni attuale responsabile del Settore Giovanile ne sa qualcosa) o addirittura in Serie C, ed era fisiologico aspettarsi la levata di scudi dopo una sconfitta bruciante, di fronte a una squadra fondata tre anni fa e che non ha mai militato in campionato superiori alla Prima Categoria.

Come sciogliere questo nodo gordiano? Difficile dirlo, dovranno essere i protagonisti del dissidio a trovare una via d'uscita. Le parti possono continuare a darsi pubblicamente battaglia, ma una cappa simile difficilmente può essere ulteriormente sopportata da chi scende in campo.

Lorenzo Tortarolo

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