Il Teatro Carlo Felice ha ospitato questo pomeriggio l’evento conclusivo di Liguria 2025 - Regione Europea dello Sport: “Teatro dei Campioni”. Una grande serata celebrativa che ha riunito istituzioni e protagonisti assoluti dello sport italiano per salutare un anno che ha visto la Liguria al centro della scena sportiva nazionale e internazionale.
Sul palco, accanto al presidente della Regione Liguria Marco Bucci e all’assessora allo Sport Simona Ferro, sono saliti campioni che hanno fatto la storia, da Gianluigi Buffon, capo delegazione della Nazionale italiana di calcio e portiere campione del mondo nel 2006, agli olimpionici gli atleti olimpici, vincitori di medaglia d’oro Stefania Belmondo (nello sci di fondo ad Albertville 1992 e Salt Lake City 2002), Jury Chechi (negli anelli ad Atlanta 1996), Antonio Rossi ( kayak, Atlanta 1996 e Sidney 2000); la sciatrice Marta Bassino (due ori mondiali, nello slalom parallelo a Cortina d'Ampezzo 2021 e nel supergigante a Courchevel/Méribel 2023), e il tennista sanremese Fabio Fognini, al quale è stata anche conferita la Croce di San Giorgio, la massima onorificenza regionale.
“Abbiamo una grandissima considerazione dello sport - spiega il presidente della Regione Marco Bucci -. Lo sport è un maestro di vita, non solo per i giovani, ma anche per quelli un po’ meno giovani, come il sottoscritto. Bisogna imparare a fare sport per tutta la vita, perché serve a far crescere i ragazzi, a formare buoni cittadini e persone capaci di vivere nella società civile”.
Secondo il presidente, lo sport insegna valori fondamentali: “Facendo sport si impara il sudore, la fatica, lo stare insieme, il lavoro di squadra. Si impara anche a perdere, perché chi fa sport impara a perdere, e ogni tanto anche a vincere. Questa è la vita. Più investiamo nello sport, più rendiamo un servizio alla nostra comunità”. Un impegno che, negli ultimi anni, ha trovato concreta applicazione in una serie di grandi eventi e riconoscimenti. “La manifestazione di oggi è anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato nel 2025 per la Liguria Regione europea dello sport e, allo stesso tempo, chi nel 2024 ha reso possibile Genova Capitale europea dello Sport. Le due esperienze si sono integrate, si sono rafforzate a vicenda e il risultato è stato un grandissimo successo”.
Bucci ha ribadito la volontà di rendere lo sport una componente ordinaria della vita quotidiana: “Vogliamo che lo sport diventi una caratteristica normale della vita di tutti. La Liguria è un territorio ideale: dallo sport indoor nelle strutture, all’outdoor, dal mare alla montagna. Qui si può fare di tutto, dall’arrampicata alla mountain bike, dalle manifestazioni locali ai grandi eventi internazionali”. Tra gli esempi citati, alcuni appuntamenti simbolo degli ultimi anni: “The Ocean Race ha scelto Genova per il gran finale ed è tornato anche successivamente. Le grandi regate sono una presenza costante. Eventi di questo livello hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’Italia e della Liguria nel panorama sportivo internazionale, tanto che anche la Coppa America ha deciso di tornare in Italia, a Napoli, per le finali”.
Sul fronte delle infrastrutture sportive, Bucci riconosce i passi avanti compiuti, ma individua anche una priorità chiara per il futuro. “Nei nostri progetti c’era la realizzazione di un Palatletica indoor, che al momento è un po’ fermo. Se c’è una cosa a cui vorrei contribuire, è proprio questa. Un tempo al Palasport si faceva atletica indoor anche a livello mondiale o europeo. Oggi non abbiamo più una struttura di questo tipo: nel Palasport non è possibile farla perché manca la pista da 200 metri. Avevamo un progetto preciso per realizzarla a Cornigliano, un progetto molto valido, che rappresenta una delle strutture che dovrebbero essere realizzate in futuro”. Bucci ha comunque rimarcato l’impegno complessivo della Regione: “In questi due anni sono state realizzate molte strutture. Investire nello sport non significa solo sostenere società, atleti ed eventi, ma anche investire nelle infrastrutture, perché l’infrastruttura è fondamentale”.
Guardando ai prossimi anni, il presidente indica un sogno ambizioso: “Detto sinceramente, ospitare la Coppa America a Genova sarebbe una cosa fantastica”. Un’idea che, secondo Bucci, sfata anche alcuni luoghi comuni: “La vela non è uno sport elitario come spesso si pensa. È uno sport per tutti. Ci sono tantissimi giovani, anche sotto i dieci anni, che praticano vela”. Un’immagine che lo ha colpito personalmente: “Proprio ieri in mare c’erano gli Optimist con bambini dai sei agli otto anni. Era una giornata con molto vento, eppure erano lì, motivati, numerosi. La vela è una scuola straordinaria e da noi si fa bene, vale davvero la pena investirci”. Accanto alla vela, Bucci cita altre discipline con grande potenziale sul territorio ligure: “Penso alla mountain bike, alle discese dalle nostre colline verso il mare: uno spettacolo straordinario e uno sport che qui può crescere moltissimo. E poi l’atletica, per la quale vorremmo ospitare un grande evento una volta realizzato il nuovo Palatletica”. Un’eredità, quella lasciata dall’esperienza di Regione europea dello sport, che per il presidente non deve andare dispersa: “Lo sport lo fanno tutti: grandi, medi e piccoli. È su questa idea di sport diffuso e accessibile che vogliamo continuare a costruire il futuro della Liguria”.
“Regalare ai liguri un vero e proprio ‘teatro di campioni’ è stato il modo migliore per chiudere un anno speciale - spiega l’assessora allo Sport Simona Ferro –. Un anno segnato non solo dalla presenza di grandi eventi e grandi atleti, ma anche da importanti politiche a sostegno dello sport di base e dell’attività sportiva per tutti: dagli investimenti record per l’impiantistica sportiva, con 11 milioni di euro stanziati, ai bandi che hanno sostenuto oltre 10mila tra famiglie e associazioni sportive, fino ad arrivare al progetto “Radici dello Sport”, che attraverso la piantumazione di nuovi alberi in tutte le province rappresenta simbolicamente l’eredità di Liguria 2025 e che in questi primi mesi del nuovo anno vedrà l’inaugurazione di nuove aree verdi. Concludere con una serata come questa significa anche dare spazio alla voce dei grandi campioni, che con le loro testimonianze sanno trasmettere fiducia ed energia ai giovani liguri, incoraggiandoli a inseguire i propri sogni”.
Presente anche la sindaca di Genova Silvia Salis: “È davvero un piacere vedere questo teatro pieno e constatare quanto questa regione e questa città sappiano essere reattive quando si parla di sport. Ed è vero: bisogna investire sugli impianti sportivi, perché rappresentano un’eredità che dura nel tempo. Pensiamo a quanti decenni uno spazio sportivo viene vissuto, utilizzato per allenarsi, per organizzare eventi, per far crescere nuove generazioni di atleti. Facevamo proprio questo ragionamento l’altro giorno, durante il passaggio della fiaccola, parlando del grande tennis a Torino. Perché oggi si può giocare il grande tennis a Torino? Perché la città ha ospitato le Olimpiadi invernali e quel palazzetto è nato proprio per quell’occasione. Questa è l’eredità dei grandi eventi: lasciare impianti che restano al servizio della città e che possono ospitare, negli anni, altri grandi appuntamenti, anche di discipline completamente diverse.
È un ragionamento che va sempre tenuto presente. Quando si calcola un investimento nello sport, non è mai un investimento fine a se stesso. Non si può dire semplicemente “un impianto è costato tot”: in realtà parliamo di una risorsa incalcolabile, che ha ricadute sociali, sanitarie, educative e valoriali. Tutto ciò che si fa nello sport produce effetti positivi. Si dice che per ogni euro investito nello sport ci sia un ritorno da uno a tre euro, addirittura in alcune discipline come il calcio a cinque. E allora vedere qui grandi campioni, vedere atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi di Pechino e tanti altri protagonisti presenti questa sera in teatro, ci conferma che dobbiamo continuare a investire sempre di più.
La città, insieme alla Regione, vuole farlo. Ci sono grandi progetti: non solo lo stadio Ferraris, ma anche lo stadio Carlini e tutti quegli impianti che consentono la pratica sportiva quotidiana. Magari sono più piccoli, ma sono altrettanto fondamentali, perché servono i nostri municipi e la vita sportiva di tutti i giorni. Vorrei fare un’ultima riflessione. Investire sugli impianti è importante anche per trattenere qui i nostri atleti. Io stessa ho fatto sport per tanti anni e sono dovuta andare via molto presto, perché all’epoca le strutture non mi permettevano di allenarmi a Genova. Investire oggi significa permettere ai nostri atleti di continuare ad allenarsi qui, di inseguire sogni olimpici e di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la città. È un impegno importante che possiamo prenderci tutti insieme, città e Regione”.