Il 22 gennaio, presso gli uffici di ANCI Liguria, si è svolto un incontro ufficiale tra il Presidente della FIGC Liguria, Giulio Ivaldi, e i vertici dell’Associazione dei Comuni, rappresentati dal Direttore Generale Pierluigi Vinai e dal Vicedirettore Luca Petralia. Un confronto operativo, concreto, che apre una fase di lavoro comune e mette al centro due priorità che, in Liguria, si intrecciano più di quanto si pensi: inclusione e impiantistica.
L’obiettivo condiviso è recepire anche a livello regionale il Protocollo d’Intesa già sottoscritto tra ANCI nazionale e FIGC, avviando in tempi rapidi l’istruttoria tecnica necessaria per arrivare a una bozza pronta da sottoporre al primo Ufficio di Presidenza utile. La cornice è chiara: trasformare un’intesa nazionale in azioni misurabili sul territorio, con un impatto reale sui Comuni, sulle società e su chi pratica sport.
Il riferimento è al protocollo firmato lo scorso 5 novembre a Roma dai presidenti Gabriele Gravina e Gaetano Manfredi, nato per promuovere la pratica del calcio paralimpico a livello nazionale e locale, sostenere la nascita di nuove realtà nei Comuni italiani e rafforzare una cultura dell’integrazione attraverso lo sport. In quell’occasione, Gravina aveva sottolineato come l’ulteriore sviluppo dell’attività paralimpica possa “dare nuove opportunità” e accrescere l’inclusione sociale, mentre Manfredi aveva ribadito che l’intesa non è “un semplice accordo”, ma un impegno a rendere i territori luoghi ideali per lo sport accessibile. Un messaggio che, nella sua sostanza, trova naturale continuità anche in Liguria, dove la dimensione sociale dello sport passa inevitabilmente dalla qualità degli spazi e delle strutture a disposizione delle comunità.
Durante l’incontro, il Presidente Ivaldi ha infatti posto l’accento sulle criticità strutturali delle infrastrutture sportive liguri, con particolare riferimento ai campi calcistici del Comune di Genova. Una fotografia nota a chi vive quotidianamente il calcio dilettantistico, ma che oggi viene ricondotta a una prospettiva di intervento più ampia: sensibilizzare Regione e Comuni, in modo coordinato, per favorire lo stanziamento di risorse dedicate, finalizzate all’ammodernamento e alla messa in sicurezza dei piccoli impianti. Strutture che non rappresentano soltanto un luogo di allenamento e gara, ma presìdi sociali, punti di aggregazione, strumenti di prevenzione e inclusione, soprattutto nei quartieri e nelle aree dove lo sport è spesso l’unica risposta immediata ai bisogni della comunità.
In questo percorso, non mancano esempi virtuosi già realizzati sul territorio genovese, che dimostrano come intervenire sia possibile e, soprattutto, utile. Il campo di Sant Eusebio e il Grondona di Pontedecimo, rappresentano gli ultimi riferimenti concreti e positivi, in ordine di tempo, che indicano una strada percorribile quando istituzioni e mondo sportivo riescono a lavorare nella stessa direzione. Esperienze che diventano ancora più significative se lette nella prospettiva indicata dal protocollo ANCI-FIGC: rendere lo sport più accessibile, più sicuro, più vicino alle persone.
Il tavolo avviato tra ANCI Liguria e FIGC Liguria va esattamente in questa direzione. Nei prossimi passaggi, l’istruttoria tecnica e il confronto istituzionale serviranno a definire strumenti, tempi e priorità, ma la linea è già tracciata: un’azione comune che parta dall’inclusione, attraversi l’impiantistica e arrivi a produrre benefici tangibili per società, famiglie e territori. Perché il calcio dilettantistico, in Liguria, non è soltanto sport: è comunità. E la comunità, per crescere, ha bisogno di luoghi adeguati in cui riconoscersi.