Calcio - 30 gennaio 2026, 12:03

Le lettere alla redazione | Maxi squalifica per La Monica: "Dai referti i dirigenti appaiono come dei delinquenti, non c'è dialogo con la classe arbitrale"

Il dirigente della San Francesco Loano dovrà rimanere lontano dal campo per un mese e mezzo

Un mese e mezzo di squalifica, accompagnato da una motivazione a referto particolarmente pesante.

Alessio La Monica, direttore sportivo della San Francesco Loano non potrà seguire da bordocampo i rossoblu praticamente fino a metà marzo, dopo le decisioni del Giudice Sportivo.

Il dirigente rossoblu ha voluto esprimere in una lettera la propria posizione, sottolineando in modo particolare le difficoltà di comunicazione tra i tesserati e la classe arbitrale.

Una tematica su cui si discute ormai da anni, ma che continua ad animare il dibattito tra gli addetti ai lavori.
 

"Sono molto amareggiato per la squalifica presa - esordisce La Monica -  in quanto sono una persona seria e rispettata.
L’atteggiamento della classe arbitrale, tralasciando le scelte di campo, è un qualcosa di poco costruttivo e il più delle volte poco collaborativo.

Domenica sono stato ammonito in panchina senza aver fatto niente, in quanto ero seduto in silenzio con testimoni presenti.
Alla richiesta della motivazione del provvedimento, in quanto, ripeto e sottolineo, ero seduto in silenzio da alcuni minuti, non ho ricevuto alcuna risposta dal direttore di gara se non una minaccia di essere allontanato.

Allora mi sono rivolto all’assistente, chiedendo con tono deciso cosa avevo fatto, ovviamente non ho ricevuto risposta.
A quel punto ho tirato un calcio verso la panchina ad una borraccia e sono stato allontanato dal campo.

A quel punto ho continuato a chiedere all’arbitro cosa avessi fatto e ho continuato a non ricevere risposta e sicuramente la mia reazione non e stata delle più pacate.
A fine gara mi e stato risposto che parlavo con un tono troppo forte, che per una ammonizione ho esagerato e che l’arbitro al mio posto si sarebbe fatto una risata.

Mi fa strano, oppure e una semplice coincidenza, che l’arbitro che mi ha espulso e lo stesso che mi ha allontanato la prima giornata col Genova Calcio perché gridavo "tempo", e l’assistente e lo stesso che mi ha espulso dopo due minuti col Millesimo inventando un insulto all’arbitro.

Noi addetti ai lavori ci mettiamo l’anima e sacrifici, pretendo rispetto in campo da parte degli ufficiali di gara e dei loro osservatori, hanno un atteggiamento spesse votepresuntuoso oltre che arrogante.

Io non sono un santo ma nemmeno un delinquente come vengo dipinto in ogni referto o come vengono dipinti i miei colleghi, siamo persone che ci mettono cuore, tempo e passione, oltre che risorse economiche, cose che purtroppo la classe arbitrale non può capire, senza entrare poi nel giudizio tecnico, dove non si mettono mai in discussione, dove sento sempre rispondermi eh non abbiamo arbitri, sono questi etc etc.

Io un esame di coscienza me lo faccio tutti i giorni, loro dovrebbero farselo pure, perché se io sbaglio pago, loro sbagliano e la domenica dopo salgono di livello, mi sembra che la cosa non sia molto equa".

Redazione