Calcio - 28 febbraio 2026, 11:26

Calcio | Pubblicate le motivazioni dell'inibizione a Umberto Barletta, la riforma Cartabia al centro della strategia difensiva

Secondo il Tribunale Federale Nazionale il dirigente non sarebbe più in possesso dei requisiti di onorabilità necessari per il tesseramento

Sono state rese note dal Tribunale Federale Nazionale le motivazioni che hanno portato alla condanna di due anni di inibizione per Umberto Barletta, direttore sportivo del Celle Varazze.

Dalla documentazione acquisita è emerso che il dirigente aveva riportato due sentenze di patteggiamento (ex art. 444 c.p.p.), divenute irrevocabili, per reati espressamente considerati ostativi dalla normativa federale. Circostanze che, secondo l’art. 22 bis NOIF, escludevano in radice il possesso dei requisiti di onorabilità necessari per il tesseramento, avvenuto prima con la Praese e poi con la società biancoblu.

Sia in sede dibattimentale sia, soprattutto, nell’iter relativo ai successivi gradi di giudizio, i legali di Barletta hanno posto l’accento sulle novità introdotte dalla riforma Cartabia. Quest’ultima ha infatti stabilito l'assenza di effetti nei giudizi civili, amministrativi e disciplinari a seguito di una sentenza di patteggiamento.

Il Collegio ha però respinto l’argomento. Il procedimento, infatti - secondo il TFN -  non verteva sull’accertamento dei fatti penali, ma sul mancato possesso del requisito di onorabilità al momento del tesseramento. La normativa federale, nell’ambito dell’autonomia riconosciuta all’ordinamento sportivo, prevede espressamente che anche le sentenze di patteggiamento superiori a un anno per determinati reati costituiscano causa ostativa.

Secondo i legali di Barletta, non essendo intervenuta alcuna interdizione dai pubblici uffici, dovrebbe essere il diritto statale a prevalere su quello sportivo, con la conseguente piena idoneità del loro assistito al tesseramento. Sarà proprio su questo terreno che si concentrerà la battaglia in sede di appello.

Redazione