Calcio - 26 aprile 2026, 08:28

Calcio. Danni e invasione di campo dopo Legino - Sestrese, l'Arenzano non ci sta: "Divelta la rete di recinzione, l'inciviltà regna sovrana"

Premiazione quasi al buio per i giocatori verdeblu, furente il presidente del CR Liguria Giulio Ivaldi

E' stato un finale di partita decisamente turbolento sotto il profilo dell'ordine pubblico, quello vissuto ieri sera ad Arenzano.

La vittoria del titolo regionale del Legino, contro la Sestrese (arrivata ai calci di rigore), ha scatenato la festa incontrollata dei supporter verdeblu, quasi in una sorta di replay rispetto a quanto avvenuto due anni fa al Picasso di Quiliano.

La pressione dei sostenitori ha portato al cedimento della rete posizionata a bordocampo, facendo sì che un centinaio di persone potesse accedere al terreno del Gambino. Una situazione si promiscuità tra pubblico e tesserati potenzialmente pericolosa, complice la tensione vissuta nel finale di gara.

A rimetterci sono stati i giocatori del Legino. Per loro non è stato infatti possibile essere protagonisti dell'abituale premiazione. Per accelerare il deflusso degli spettatori le luci dell'impianto sono state ridotte al minimo e la coppa è stata consegnata ai giocatori dal presidente Giulio Ivaldi (protagonista di un forte scambio di vedute insieme al massimo dirigente verdeblu, Pietro Carella), praticamente al buio e nei pressi del cancello di ingresso.
 

Nella serata di ieri la società ospitante, l'Arenzano, ha voluto prendere posizione al riguardo:

"Per motivi di sicurezza non è stato possibile premiare come avrebbero meritato, alla presenza delle autorita federali, gli atleti. A farne le spese, ancora una volta è stato lo Sport.

La società Arenzano, a seguito dei fatti successi nelle ultime finali ospitate, comunica di non volere più affrontare situazioni simili. Quanto successo in precedenza con il danneggiamento del manto sintetico a seguito del lancio di alcuni fumogeni e quanto occorso stasera con l'invasione di campo ed abbattimento della recinzione che delimita il pubblico dal terreno di gioco siano questioni che esulano dal calcio. Queste situazioni mettono a rischio tutto il calcio giovanile e sopratutto l'impianto di cui siamo gestori. Per altro sono a rischio anche le partite del giorno successivo dovendosi disputare incontri a livello nazionale.

Che l'incivilta regni da padrona non solo nel calcio è chiaro a tutti, bisogna avere il coraggio di dire basta..."