Altri sport - 04 maggio 2026, 11:25

Football Americano | Pirates a secco anche a Trento, sfuma la post season

Sabato alle 17.00 nell imbrunire di Trento, i Pirates hanno perso l’ultimo treno per la post season. Non per inferiorità netta, ma per incapacità cronica di convertire il lavoro della difesa in punti. Finisce 14-10, un punteggio che fotografa bene la distanza reale tra le squadre: minima sul campo, enorme nell’efficienza.

La partita è lineare, quasi monotona nella sua dinamica. La difesa dei Pirates gioca una delle migliori prestazioni stagionali: spinge indietro l’attacco trentino, conquista due fumble, forza errori, produce anche intercetti. Il campo viene costantemente accorciato, l’attacco si ritrova più volte a ridosso della redzone ma lì puntualmente si spegne tutto.

Non è un episodio ma bensì una costante. L’attacco resta sterile per l’intero campionato e anche stavolta non cambia registro: poco tempo di possesso, zero controllo del ritmo, nessuna volontà reale di stabilire il gioco di corsa. Così facendo si crea un cortocircuito tattico evidente: si riconsegna rapidamente il pallone agli avversari che per fortuna mordono poco in offense e si costringe la difesa a rimanere troppo a lungo sul gridiron. Una difesa che regge, segna punti ma che alla lunga paga.

Le individualità difensive tengono in piedi la gara: Alessandro Bologna e Stefano Raffaelli sono tra i più lucidi, letture pulite, chiusure puntuali, disciplina tecnica., ma questo non basta. Non può sempre tamponare quando dall’altra parte non arriva alcun supporto concreto. Il lampo di Andrea Fiammenghi consola in parte la sideline ligure, anzi la illude.

Il roster corto e le sei defezioni per infortunio pesano, ma non spiegano tutto. Il problema è strutturale: mancanza di produzione offensiva e gestione discutibile dei possessi. Nel quarto periodo, sotto nel punteggio ma con oltre quattro minuti a disposizione, la scelta è ancora una volta quella più prevedibile e meno efficace: lanci profondi forzati, Hail Mary fuori contesto, palloni contestati che diventano intercetti o incompleti. Nessuna costruzione del drive, nessun tentativo di muovere le catene. Solo soluzioni a bassa probabilità.

Il risultato è che una partita alla portata, costruita dalla difesa, viene lasciata andare senza reale opposizione nei momenti decisivi. Non è la prima volta: era già successo a Torino, si ripete a Trento.

Ora resta solo il 17 maggio, in casa contro i Bengals Brescia, per il penultimo posto nel girone. Obiettivo minimo, ridimensionato rispetto alle ambizioni iniziali.

Il dato più duro però, è un altro: in trasferta i Pirates non hanno mai subito in modo netto. Nelle ultime due uscite hanno dimostrato che le partite si potevano vincere. Come direbbe John Madden, in serate così “può vincerla la difesa”, solo se l’attacco decide di fare, con i suoi protagonisti almeno, la sua parte. Qui non è successo. Ancora.

cs