Calcio - 22 giugno 2026, 17:13

Calcio | Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc, ottenuto più del 68% dei voti

Giovanni Malagò (foto Figc.it)

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex presidente del CONI ha conquistato la guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio già al primo turno di votazione, ottenendo il 68,58% dei consensi, pari a 343,084 voti. Alle sue spalle Giancarlo Abete, fermo al 29,17% con 145,936 voti, mentre le schede bianche hanno rappresentato il 2,25% del totale.

Con questa elezione, Malagò raccoglie l’eredità di Gabriele Gravina, che ha guidato la Federazione negli ultimi otto anni. Il verdetto è arrivato nel corso dell’Assemblea Elettiva svoltasi presso il Rome Cavalieri A Waldorf Astoria, dove i 266 delegati presenti hanno delineato il futuro del calcio nazionale.

Subito dopo la proclamazione, il neo presidente ha rivolto un messaggio all’assemblea: «Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto».


 

I lavori dell’Assemblea, diretti dal presidente della Corte Federale d’Appello Mario Luigi Torsello, si sono aperti con l’intervento del vicepresidente UEFA Armand Duka, che ha portato il saluto del presidente Aleksander Ceferin e ha espresso apprezzamento nei confronti del presidente uscente Gravina.

Nel suo discorso conclusivo, Gravina ha spiegato le ragioni della decisione di lasciare l’incarico: «Ho scelto di restituire il mandato perché il crescente livello di personalizzazione rischiava di coinvolgere negativamente l’intero sistema federale. Ho ritenuto necessario evitare che la FIGC venisse trascinata in una situazione di forte tensione e divisione».

L’ex numero uno della Federazione ha ricordato i risultati raggiunti durante il proprio mandato, tra cui il successo dell’Italia a EURO 2021, i titoli europei conquistati dalle Nazionali Under 19 e Under 17 e il rafforzamento del ruolo della FIGC all’interno del panorama calcistico continentale. Ha inoltre richiamato il prestigioso riconoscimento Burlaz assegnato dalla UEFA.

Non sono mancate riflessioni critiche sulle difficoltà incontrate, in particolare le due mancate qualificazioni ai Mondiali e il rallentamento del percorso di riforma del sistema. Gravina ha evidenziato come i problemi del calcio italiano richiedano interventi strutturali: una revisione coraggiosa dei campionati, investimenti concreti nei settori giovanili, un rapporto più efficace con la politica e una maggiore attenzione all’interesse collettivo da parte di tutte le componenti federali.

Concludendo il suo intervento, accolto da una lunga standing ovation, ha invitato il mondo del calcio a custodire e valorizzare uno degli elementi più significativi della vita sociale del Paese.


 

Successivamente hanno preso la parola i rappresentanti delle diverse componenti del sistema calcistico. Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, e Paolo Bedin, numero uno della Lega Serie B, hanno evidenziato le criticità che il movimento è chiamato ad affrontare, confermando il sostegno alla candidatura di Malagò.

Sulla stessa linea si sono espressi Umberto Calcagno per l’Associazione Italiana Calciatori e Pierluigi Vossi, vicepresidente vicario dell’Associazione Italiana Allenatori. Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha invece ribadito l’importanza di proseguire il percorso della riforma Zola e di costruire un modello economicamente sostenibile, proponendo anche la destinazione dell’1% dei ricavi derivanti dalle scommesse sportive allo sviluppo dei giovani calciatori.


 

Nel suo intervento prima del voto, Malagò ha ripercorso le tappe principali della propria esperienza nel mondo sportivo, respingendo l’idea di essere un elemento estraneo al sistema calcistico. Ha ricordato il lavoro svolto alla guida del Circolo Canottieri Aniene, trasformato in una delle più importanti realtà sportive dilettantistiche europee, e i risultati ottenuti dal CONI nelle ultime edizioni dei Giochi Olimpici, oltre al progetto Milano-Cortina, diventato un modello riconosciuto a livello internazionale.

Il nuovo presidente ha poi illustrato le priorità del proprio programma, soffermandosi sulla valorizzazione dei vivai e sul miglioramento delle infrastrutture. Secondo Malagò, la FIGC deve andare oltre il semplice ruolo amministrativo e rappresentare una fonte di ispirazione per l’intero movimento, puntando su unità, partecipazione e visione futura.

Giancarlo Abete, dal canto suo, ha ribadito le perplessità sul percorso che ha condotto all’Assemblea Elettiva, sostenendo che il confronto sui contenuti avrebbe dovuto precedere la definizione delle candidature. L’ex presidente federale ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare il rapporto tra calcio e istituzioni politiche, migliorando la reputazione del movimento e favorendo il finanziamento di progetti strategici come la riforma Zola.

Abete ha infine ricordato il valore sociale del calcio italiano, sottolineando come il movimento coinvolga circa un milione e mezzo di tesserati e non possa essere considerato esclusivamente un settore economico.


 

Oltre all’elezione del presidente, l’Assemblea ha provveduto anche al rinnovo del Consiglio Federale.

Per la Serie A sono stati eletti Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta. Antonio Gozzi rappresenterà la Serie B, mentre Giulio Gallazzi è stato scelto dalla Lega Pro.

Per la Lega Nazionale Dilettanti entrano in Consiglio Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini e Giuliana Tambaro.

In rappresentanza degli atleti sono stati eletti Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama. Per la componente tecnica, invece, i consiglieri saranno Giancarlo Camolese e Silvia Citta.

Come previsto dallo statuto federale, i presidenti delle Leghe partecipano di diritto ai lavori del Consiglio Federale.