In provincia di Savona le due ruote non sono un mezzo di nicchia. Lo dicono i numeri del parco veicolare, che da anni collocano la Liguria in cima alle classifiche nazionali, e lo conferma il traffico delle domeniche estive sulle strade dell’entroterra. Un parco così ampio, però, invecchia insieme a chi lo usa.
Un primato che si legge nei numeri
Secondo gli indicatori del parco veicolare pubblicati da Istat e riferiti al 2024, Genova conta 277 motocicli ogni mille abitanti. È un valore superato da appena quattro capoluoghi italiani, e Savona è uno di questi. Il quadro regionale racconta la stessa cosa su scala più larga: nel 2021, secondo un’elaborazione Istat su dati ACI e del ministero delle Infrastrutture, i motoveicoli e i quadricicli circolanti in Liguria erano 319 mila e pesavano per il 27,6% sull’intero parco regionale, contro una media nazionale del 10,5%.
Le moto restano in strada a lungo
Il mercato del nuovo, dopo un 2025 chiuso in forte calo, ha ricominciato a correre: nel primo semestre 2026 Confindustria ANCMA ha registrato 88.366 moto immatricolate in Italia, il 7,94% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono numeri che incidono però poco sulla composizione complessiva del circolante, soprattutto in un territorio dove la moto viene tenuta a lungo e passa spesso di mano. La due ruote media che si incrocia sull’Aurelia o sulla salita verso il Melogno ha diversi anni di servizio, almeno un passaggio di proprietà e una manutenzione che a un certo punto smette di essere ordinaria.
Lo scarico, il primo pezzo che si tocca
Tra i componenti sostituiti più di frequente c’è l’impianto di scarico, per usura del silenziatore originale o per scelta di chi guida. La differenza tecnica tra le due strade possibili conta più di quanto si creda. Il terminale slip-on sostituisce il solo silenziatore e lascia intatto il resto della linea, con un montaggio alla portata di qualsiasi officina; l’impianto completo interviene anche su collettori e raccordi, con effetti misurabili sul peso e sulla resa del motore. Cambiano anche i materiali, dal titanio all’acciaio inox, e con essi la durata nel tempo. Chi cerca un ricambio per un modello preciso si trova davanti a cataloghi organizzati per marca e anno di immatricolazione: Omnia Racing ad esempio, rivenditore online di componentistica aftermarket, offre su omniaracing.net la gamma Akrapovič separando le versioni omologate per uso stradale da quelle riservate alla pista, una distinzione che nelle vendite tra privati non sempre viene dichiarata.
Quello che il libretto non richiede
Sul piano normativo la faccenda è meno intricata di quanto raccontino certe discussioni da officina. La circolare ministeriale DCIVB/03 del 1997 chiarisce che la sostituzione dello scarico con un terminale omologato non costituisce modifica delle caratteristiche costruttive del veicolo, e quindi non va annotata sulla carta di circolazione. Il problema nasce quando l’intervento altera rumorosità o emissioni rispetto ai valori indicati sul libretto: in quel caso si ricade nell’articolo 78 del Codice della Strada, che prevede il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione straordinaria alla Motorizzazione. Il certificato di omologazione arriva insieme al pezzo e conviene tenerlo con i documenti del mezzo, perché durante un controllo su strada è il modo più rapido per chiudere la questione.
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