Pallanuoto - 10 agosto 2026, 11:11

Rari Nantes Savona, Gervasio: “Lascio una Rari molto bella. Il nuovo CDA abbia lo stesso entusiasmo di chi lo ha preceduto”

Lo storico dirigente: “Se mi chiederanno supporto, totale disponibilità ad aiutare e mettere la mia esperienza a disposizione. La Zanelli? Giusto che una questione così importante venga gestita da chi gestisce il futuro e non da me”

Lo scorso 7 agosto resterà una data storica per la Rari Nantes Savona. L'assemblea dei soci ha infatti preso atto della cessione delle quote della maggioranza della società, detenute dai soci storici della stessa e, contestualmente, delle dimissioni dei Consiglieri di Amministrazione. Tra loro anche Giuseppe Gervasio, vicepresidente e direttore sportivo nel recente passato, dirigente dal 1984, presidente dal 1986 al 1993: di fatto patron della società biancorossa. Appare praticamente impossibile pensare ad una Rari Nantes senza Gervasio, ma quantomeno per l'organigramma d'ora in poi sembrerebbe proprio così.
 

Ma dobbiamo abituarci davvero a una Rari senza Gervasio?

"Assolutamente sì. Nel senso che io rimango un consigliere federale, poi se mi chiederanno supporto, totale disponibilità ad aiutare e mettere la mia esperienza a disposizione, nessun problema. L'ho detto sia a Polti che a Giotta, quindi da parte mia totale disponibilità a coadiuvarli se hanno necessità della mia esperienza, ecco."
 

È comunque una svolta, ci sarà un prima e un dopo a questa decisione. Come ci si è arrivati?

"Semplicemente è una cosa che io già un anno fa avevo annunciato in Consiglio di Amministrazione, perché poi era giusto passare la mano, stante l'età che ho e stante comunque tutto il resto che devo fare nella quotidianità. Poi la decisione era stata rinviata e posticipata perché c'era il discorso del progetto, per cui mi avrebbe fatto piacere poterlo ancora presentare così da colmare un sogno che ho da anni di dare una casa definitiva alla Rari. Poi il cambiamento di legge, eccetera, lo ha impedito e dopodiché, a questo punto, era giusto portare a termine la decisione che avevo preso un anno prima, ecco, tutto lì."
 

Si arriva in contemporanea con la situazione legata all'affidamento della piscina Zanelli...

"No, questa è una casualità, nel senso che comunque, anche stante questo, era giusto che, avendo deciso di andarmene, fosse gestita da Polti e da chi subentrava, e non più da persone che in quel momento se ne sarebbero andate. Per cui è perfettamente corretto che una questione così delicata e importante venisse gestita da chi gestisce il futuro e non da me o da persone vicine a me. Anche perché è un momento molto difficile per la società e per tutto il movimento della Rari. Bisogna che ci siano le persone preposte che possano agire come meglio ritengono. Senza nessun retropensiero, senza nessun tipo di problema. Quindi è stata una cosa casuale, ma comunque corretta per quello che sta succedendo."
 

Che Rari lascia?

"Mah, direi che lascio una Rari che secondo me è molto bella, nel senso che comunque la squadra che abbiamo lasciato ha fatto molto bene, ha avuto solo la sfortuna di incontrare il Marsiglia, altrimenti penso che sarebbe arrivata anche oltre per quel che riguarda il livello internazionale. A livello nazionale ci siamo fermati contro una corazzata come il Brescia, che certamente è una squadra più forte di noi. Ci siamo battuti fino alla fine. Poi direi che è stato impostato un corretto processo di rinnovamento, inserendo nei nuovi ranghi ragazzi di grande prospettiva che sono certo che sotto un maestro come Angelini sapranno dare il meglio e probabilmente arrivare anche a dei livelli ancora più alti di quelli che sono oggi, perché atleti come Rossi, come Giribaldi, come Valle certamente hanno una grande potenzialità, senza dimenticare i due spagnoli che comunque potrebbero essere una gradita sorpresa come è stato Leinweber".
 

Guardandosi un po' alle spalle, probabilmente il rimpianto più grande rimane la sconfitta nella finale di Coppa dei Campioni del 1992. Pensare però ad una squadra di Savona capace di arrivare così lontano anche a livello internazionale, forse non lascia nemmeno spazio ai rimpianti.

"Quella sconfitta contro lo Jadran Split, inopinata e non determinata dal campo, ma da vicende politiche, certamente rimarrà una ferita sportiva, insanabile. Per il resto credo che nei 43 anni che ho trascorso ai vertici della Rari, aver vinto quello che ha vinto questa società, credo sia qualcosa di eccezionale. Senza contare quello che ha vinto il nuoto artistico e quello che vincerà ancora. Per cui, insomma, credo che come dirigente non possa assolutamente aver nessun rimpianto. È mancato il sogno finale, poi pazienza."
 

Del nuovo corso cosa possiamo dire per presentarlo ai savonesi?

"Prima di tutto c'è la forte presenza di Polti, che dà continuità alla società e comunque ha maturato 4 anni di presidenza, quindi ha fatto un'esperienza necessaria per proseguire al meglio. Per quel che riguarda la figura del direttore generale Giotta, è un entusiasta: è uno che ha conoscenze a livello nazionale per poter portare degli sponsor importanti alla società, per cui credo che possa colmare quello che oggi la città di Savona non riesce più a esprimere, in quanto oggi trovare degli sponsor a Savona è veramente difficile. Avere una persona che spazia a livello nazionale certamente è un valore aggiunto importante."
 

Chiudiamo con un consiglio che si sente di dare al nuovo CDA.

"Ma io non credo che il nuovo CDA abbia bisogno di un consiglio. Io spero solo che abbiano lo stesso entusiasmo e lo stesso amore per la Rari che ha avuto tutto quello che è stato in carica prima."
 

Allora ci si vede in piscina, bisogna capire quale...

"A prescindere da dove si giochi, ci si vede in piscina per tifare la Rari. Sempre."

Redazione