"L'Open di quest'anno è stata una splendida edizione. E' la terza che si svolge in Liguria - dopo 1 anno a Loano, questo è il secondo a Savona - ed è un grande risultato per la città e la provincia".
Inizia così la piacevole conversazione con Patrizia Giallombardo, commissario tecnico della Nazionale Italiana di Sincro.
"La Nazionale è stata la migliore tra le rappresentative nazionali. La Rari ha vinto tutto. Le atlete savonesi, tranne Cerruti e Ferro, sono tra le più giovani e fanno parte della rappresentativa azzurra".
Quali sono le ambizioni della Nazionale alle imminenti Olimpiadi?
Il doppio si allenerà a Savona fino alla partenza per Londra. Andiamo a Londra sapendo che superare il Giappone non sarà facile ma ci proveremo; come minimo dobbiamo confermare la settima posizione.
Migliorare è un obiettivo che in casa Rari, dopo l'appuntamento della scorsa settimana diventerà difficile visto la pioggia di medaglie. Quale è il segreto?
La Rari è da 7/8 anni che vince. Il segreto? Lavorare. Educare al lavoro con serietà è fondamentale: avere delle regole nella vita è semplicemente avere le regole di una volta.
Il merito, comunque, è anche dei qualificatissimi tecnici della società savonese.
L'esperienza e il livello tecnico degli allenatori, sicuramente aiuta. Noi non ci fermiamo e proviamo sempre a migliorare confrontandoci con i migliori.
Tornando alla Nazionale. A livello internazionale, i giudici influiscono molto. Si sente tutelata dalla Federazione Italiana?
Il nostro presidente federale è un uomo vero che sta con noi allenatori e atleti e ci tutela al massimo. E' uno che, mentre gli altri sono a far cene in giacca e cravatta, è con noi in tuta.
A livello nazionale, come commissario tecnico sono riuscito ad ottenere che i giudici giudichino solo per l'esercizio e non per il "nome". Nel prossimo quadriennio dovrebbero esserci delle modifiche ai punteggi ma per ora cercheremo di fare il nostro meglio. A migliorare il settimo posto.





