Ginnastica - 13 gennaio 2026, 12:30

Teatro dei Campioni, Jury Chechi: “Lo sport è una responsabilità, non solo una medaglia”

Il “Signore degli Anelli” ospite della serata racconta carriera, legame con la Liguria, impegno come testimonial sull’Alzheimer e il futuro olimpico dell’Italia

Teatro dei Campioni, Jury Chechi: “Lo sport è una responsabilità, non solo una medaglia”

Al Teatro Carlo Felice, durante la serata “Il Teatro dei Campioni”, Jury Chechi, il “Signore degli Anelli”, ha ripercorso la propria carriera e il suo impegno fuori dallo sport.

Alla domanda su quanto sia stata importante la sua carriera sportiva, Chechi ha parlato di un percorso vissuto fino in fondo: “È stata un’esperienza davvero molto bella e molto importante. Ho cercato di fare il massimo di quello che potevo fare nello sport e ho raggiunto gli obiettivi che volevo raggiungere, quindi sono molto soddisfatto della mia carriera”.

Interpellato sul rapporto con la Liguria, il campione olimpico ha sottolineato un legame personale e non occasionale: “È una terra straordinaria, la conosco bene. Essendo toscano abito neanche tanto lontano, ci vengo spesso anche in vacanza. Ho amici qui e quindi mi capita frequentemente di venire. È un rapporto molto intimo”.

Si è poi parlato del ruolo sociale dello sport, anche alla luce del suo impegno come testimonial nella sensibilizzazione sull’Alzheimer. Chechi ha spiegato come l’attività fisica possa essere uno strumento fondamentale di prevenzione e qualità della vita: “Per quello che posso fare, cerco di sensibilizzare le persone affinché possano capire che in alcuni ambiti l’attività sportiva e motoria è davvero molto utile, soprattutto per invecchiare bene. Io voglio invecchiare, perché l’alternativa non mi piace, però vorrei farlo bene. Lo sport è un’opportunità concreta perché questo possa accadere”.

Alla domanda sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, Chechi ha espresso grande fiducia: “Sono sicuro che sarà una grande occasione per il nostro Paese, per dimostrare che sappiamo fare le cose bene”. Ma lo sguardo si è spinto oltre l’appuntamento del 2026: “Mi piacerebbe che l’Italia, oltre alle Olimpiadi invernali, prima o poi si mettesse in gioco anche per quelle estive. Con tutto il rispetto per le invernali, che sono una manifestazione straordinaria, le Olimpiadi estive hanno numeri e portata ancora maggiori. Sono convinto che potremmo farcela”.

Sollecitato infine sul tema di Roma 2024, spesso indicata come un’occasione persa, Chechi ha risposto con equilibrio ma senza nascondere il proprio pensiero: “Per il mio personalissimo parere sì, è stata un’occasione persa. È vero che come Paese abbiamo alcune storture strutturali, ma siamo anche in grado di fare le cose seriamente e bene”.


 

Chiara Orsetti

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