Pallanuoto - 24 gennaio 2026, 11:33

Pallanuoto, Euro 2026. Azzurri generosi ma la Serbia resta indigesta, Del Lungo: "Loro più cinici di noi, ora conquistiamo il bronzo contro la Grecia"

Domani la finale per il bronzo contro gli ellenici

Foto Giorgio Perottino / DeepBlueMedia.eu

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Cuore, carattere e orgoglio non bastano all’Italia per sfatare il tabù Serbia agli Europei. Nella cornice infuocata della Belgrade Arena i campioni olimpici si impongono 17-13, conquistando l’accesso alla finale per l’oro. Per gli azzurri resta comunque la possibilità di salire sul podio: domenica 25 gennaio alle ore 17:00 si torna subito in vasca per la finale per il bronzo, ancora contro la Grecia, già affrontata nella seconda fase e vittoriosa 15-13 al termine di una gara equilibrata e combattuta.

Per la nazionale di Campagna si tratta di una sorta di déjà-vu: anche a Zagabria 2024 l’Italia aveva disputato la finale per il terzo posto, imponendosi 12-7 sull’Ungheria. Proprio Serbia e Ungheria si contenderanno l’oro europeo alle 20:30, dopo il successo magiaro sugli ellenici per 15-12 nella semifinale precedente.
 

Campagna manda in acqua Del Lungo tra i pali con Alesiani, Ferrero, Di Somma, Dolce, Iocchi Gratta e Antonucci. Restano in tribuna Alessandro Carnesecchi per l’Italia e Radomir Drasovic per la Serbia.

La prima palla è dei padroni di casa, ma la difesa azzurra regge l’urto. È Mandic a sbloccare il risultato con una conclusione potente dai sei metri. L’Italia reagisce subito, conquista la prima superiorità e trova il pari con Bruni su assist di Ferrero. Il match entra immediatamente nel vivo: Jaksic riporta avanti la Serbia, Di Somma colpisce il palo, poi gli azzurri difendono una delicata doppia inferiorità e pareggiano con Iocchi Gratta in transizione. Mandic firma ancora il nuovo vantaggio serbo, ma Di Somma dai sei metri ristabilisce l’equilibrio. Nel finale di tempo Rasovic in più e Dedovic dalla distanza portano la Serbia sul +2, con Bruni che accorcia per il 5-3.

Nel secondo periodo Ferrero recupera palla e avvia l’azione finalizzata da Iocchi Gratta, con il pallone che si ferma sulla linea. Martinovic sfrutta l’uomo in più per il 6-3, Condemi risponde immediatamente in superiorità. Rasovic colpisce dal perimetro, Campagna inserisce De Michelis per cambiare ritmo. L’Italia difende con ordine e conquista un rigore trasformato da Ferrero per il 7-5, ma Cuk ristabilisce il +3. Gli azzurri spingono, trovano due parate di Glusac e un palo di Bruni. Gianazza va a segno in extraplayer, poi il VAR annulla un rigore inizialmente concesso alla Serbia, trasformandolo in espulsione per Jaksic. L’Italia non capitalizza e Mandic punisce per il 9-6, prima che Iocchi Gratta riduca ancora il divario allo scadere: 9-7 all’intervallo lungo.

Nel terzo tempo Iocchi Gratta apre con una traversa, Mandic risponde firmando il suo quarto gol personale. La Serbia difende due inferiorità e allunga con Lazic, quindi Rasovic in superiorità porta il punteggio sul 12-7 e provoca il terzo fallo grave di Di Somma. Campagna ferma il gioco: Balzarini e Condemi riportano l’Italia a contatto, ma un gol convalidato dal VAR a Rasovic spinge di nuovo i serbi avanti. Condemi e Vico fissano il punteggio sul 15-10 a fine periodo, prima del gol azzurro in doppia superiorità di Iocchi Gratta in avvio di quarto tempo.

L’ultima frazione è spettacolare e ricca di capovolgimenti: Del Lungo para un rigore a Rasovic, Glusac risponde deviando quello di Bruni. Iocchi Gratta segna ancora in più per il 15-11, ma Lazic e Rasovic ristabiliscono le distanze fino al 17-11. Nel finale Ferrero realizza due reti in superiorità che fissano il risultato sul definitivo 17-13.

"Siamo stati quasi sempre dentro la partita. Purtroppo - ha spiegato Marco Del Lungo, portiere della Rari Nantes Savona e capitano azzurro -  a tratti abbiamo commesso troppi errori che ci hanno condizionato fin dall'inizio e ce li siamo portati dietro. Queste partite si giocano su queste tipologie di errori, soprattutto uomo in meno, uomo in più. Sono stati molto più cinici di noi, molto più concludenti in determinate situazioni, quindi complimenti alla Serbia. Ora dobbiamo trasformare questa frustrazione in rabbia perché c'è ancora una medaglia da giocarci".

SERBIA-ITALIA 17-13

Serbia: R. Filipovic, D. Mandic 4, S. Rasovic 4, S. Randjelovic, M. Cuk 1, D. Lazic 2, N. Jaksic 1, N. Vico 2, N. Dedovic 1, P. Jaksic, V. Rasovic 1, M. Glusac, V. Martinovic 1, N. Lukic. All. Stevanovic.

Italia: M. Del Lungo, F. Cassia, J. Alesiani, M. Del Basso, F. Ferrero 3 (1 rig.), E. Di Somma 1, V. Dolce, T. Gianazza 1, M. Iocchi Gratta 3, L. Bruni 1, F. Condemi 3, F. De Michelis, A. Balzarini 1, M. Antonucci. All. Campagna.
Arbitri: Margeta (SLO) e Gomez Pordomingo (ESP).

Note: parziali 5-3, 4-4, 6-3, 2-3. Usciti per limiti di falli Di Somma (I) nel terzo tempo, Dedovic (S), Condemi (I), Randjelovic (S) e V. Rasovic (S) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Serbia 9/14 + un rigore e Italia 8/19 + 2 rigori. Espulso per gioco aggressivo N. Jaksic (S) a 7'00" del secondo tempo, sull'8-6. Nel quarto tempo, sul 17-11, Del Lungo (I) para un rigore a S. Rasovic al 2'30" e Glusac (S) a Bruni al 2'56". A 2'06" del secondo tempo De Michelis (I) subentra a Del Lungo che poi rientra in campo a 6'05" del terzo tempo.

Redazione

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