“Sabato 14 febbraio abbiamo tutti firmato un foglio e abbiamo iniziato il cammino verso la salvezza. Ci siamo promessi che, in caso di salvezza, saremmo partiti dallo stadio e saremmo andati a Crea a piedi per 26 km per portare il nostro manifesto. Oggi è successo”.
Non una semplice promessa, ma un patto. Un gesto nato in uno dei momenti più complicati della stagione, quando la salvezza dell'Asti sembrava lontana e ogni domenica pesava come un macigno. I galletti, però, non hanno mai smesso di crederci. E ieri, martedì 12 maggio, due giorni dopo aver centrato un traguardo che solo poche settimane fa appariva quasi impossibile, quella promessa è stata mantenuta.
La squadra è partita dallo stadio e ha affrontato a piedi i 26 chilometri verso Crea, trasformando il pellegrinaggio in un simbolo di unità, sacrificio e rinascita. Un viaggio condiviso, vissuto con la leggerezza di chi è riuscito a salvarsi dopo mesi di sofferenza, ma anche con la consapevolezza di aver costruito qualcosa che va oltre il semplice risultato sportivo.
Determinante, in questo percorso, la vittoria contro la Cairese arrivata domenica. Una partita tesa, bloccata, decisa solo all’81’ dal super gol di Cristiano Podestà. Una rete pesantissima, quella dell’attaccante biancorosso, che ha consegnato ai galletti il mantenimento della categoria e fatto esplodere la gioia di squadra e tifosi. E proprio Podestà era presente ieri nel cammino verso Crea, insieme al resto del gruppo, a testimonianza di un’unione costruita nelle difficoltà.
Perché questa salvezza non racconta soltanto un obiettivo raggiunto. Racconta una squadra che si è compattata quando tutto sembrava andare nella direzione opposta, che ha scelto di credere nel lavoro e nel gruppo anche nei momenti più duri, come sottolineato per tutto il corso della sua avventura sulla panchina dei galletti da mister Buglio. Il manifesto firmato a febbraio era diventato un simbolo interno, quasi una missione. Ieri ha trovato la sua conclusione.
Ora lo sguardo inizia inevitabilmente a spostarsi verso la prossima stagione, verso ciò che sarà e ciò che si potrà costruire. Ma con un altro occhio, quello più sincero, i galletti si godono il presente. Perché alcune salvezze valgono come vittorie. E certi cammini restano impressi molto più di una classifica.





