VOTO: 8
Vincere nel calcio non è mai semplice, neppure quando il raggiungimento di un obiettivo sembra essere stato programmato nei minimi dettagli.
Il Vado, però, ha dovuto conquistarsi sul campo il proprio traguardo, superando ostacoli e difficoltà che già dalla scorsa estate sembravano poter rallentare il cammino rossoblù.
Sul piano della strutturazione della rosa c'è ben poco da eccepire: il budget a disposizione e le scelte operate dalla dirigenza hanno consentito di allestire uno degli organici più competitive visti negli ultimi anni all'interno del girone A.
La decisione che, col senno di poi, si è rivelata meno felice è stata quella di affidare la panchina a mister Roselli. La carriera e i risultati del tecnico umbro parlano da soli, ma l'impatto con l'ambiente vadese non è stato dei migliori. Lo stesso allenatore lo ha ammesso con grande sincerità fin dalle prime conferenze stampa, tanto che la separazione maturata a inizio dicembre non ha colto nessuno di sorpresa.
L'arrivo di Marco Sesia ha portato immediatamente una proposta di gioco più offensiva. Gol e punti sono arrivati in serie, almeno fino al trittico di sfide contro Sestri Levante, Varese e Ligorna.
I soli due punti raccolti in quelle tre gare sembravano spalancare la strada alla squadra di Pastorino (a giorni ufficialmente nuovo tecnico del Vado), ma proprio in quel momento lo spogliatoio ha saputo compattarsi con una determinazione rara, conquistando ben 19 dei 21 punti disponibili nelle successive sette partite.
Il sigillo definitivo è arrivato il 26 aprile a Romentino: il netto 5-0 che ha consegnato al presidente Tarabotto una gioia attesa da oltre settant'anni, riportando il Vado nel calcio professionistico.





