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Altri sport | 18 gennaio 2019, 12:00

Concluso a La Spezia il corso a tutela del personale sanitario tenuto dalla Krav Maga Parabellum di Loano

Concluso a La Spezia il corso a tutela del personale sanitario tenuto dalla Krav Maga Parabellum di Loano

Ieri pomeriggio a La Spezia, presso il polo universitario di Via del Canaletto, si è conclusa l'ottava edizione del corso di formazione rivolto agli operatori sanitari sul tema delle aggressioni verbali e fisiche in cui potrebbero incorrere durante lo svolgimento del loro lavoro.

Il percorso formativo:
“Implementazione della sicurezza per gli operatori del sistema sanitario”, corso organizzato dal servizio di Pianificazione, Qualità, Accreditamento e Formazione dell'ASL5 Spezzina che ha coinvolto 211 operatori tra medici e infermieri, provenienti  principalmente dal 118, Pronto Soccorso, Psichiatria e SerD.


Gli appuntamenti sono stati tenuti da parte dello staff tecnico dell'associazione sportiva Krav Maga Parabellum di Loano, ideatrice e promotrice del Progetto: "Araba Fenice".

Progetto che nasce nel 2013 e si pone l’obbiettivo di aumentare la sicurezza del personale sanitario, sempre più spesso vittima di aggressioni fisiche e verbali, fornendo metodologie, comportamenti e tecniche su come valutare, gestire e arginare le situazioni potenzialmente pericolose. 
      


“Il National Institute of Occupational Safety and Healt (Niosh), definisce la violenza sul posto di lavoro come ‘ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica sul posto di lavoro’.
Il Ministero della Salute con la raccomandazione numero 8 del  Novembre 2007 definisce: ‘Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione’. 
“Il problema delle aggressioni a danno degli operatori sanitari è molto diffuso e non riconosce significative differenze di genere o di ruolo anche se, tra tutti gli operatori sanitari, gli infermieri sembrano quelli maggiormente esposti perché a diretto contatto con il paziente e perché devono gestire rapporti caratterizzati da una forte emotività con soggetti che si trovano in uno stato di frustrazione, vulnerabilità e perdita di controllo. Pur rappresentando un fenomeno in forte crescita, le aggressioni sono raramente segnalate anche perché questo atteggiamento, molto probabilmente, è influenzato dal ruolo sociale e da fattori culturali: molti infermieri continuano a considerare le aggressioni come parte integrante del proprio lavoro”.  Concludono Barbara D'Alessandro Istruttrice Mentale Coach e il Presidente della KMP Davide Carosa, ideatore del progetto e infermiere presso il SerD ASL2 Savonese.

comunicato stampa

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