Era un sabato di partite, di calcio. Era un sabato, quel 14 aprile 2012, quando Piermario Morosini giocatore del Livorno morì allo Stadio Adriatico di Pescara. Da allora un ritornello beffardo sembra ripetersi nella mente degli sportivi veri : se avessero usato il defibrillatore, forse si sarebbe salvato. Il povero Morosini morì a causa di una cardiomiopatia aritmogena, ma se i medici accorsi avessero utilizzato il defibrillatore, il calciatore avrebbe avuto qualche chance in più di salvarsi. A quasi tre anni di distanza da quel triste episodio siamo andati a vedere se nei campi di calcio, fino alla periferia, è passato il concetto che sì, un defibrillatore ti salva la vita. Partiamo dai numeri: da allora ad oggi più 50 atleti sono deceduti facendo sport, tra cui l'indimenticato Paolo Ponzo. Da inizio 2006 a quell'aprile 2012 erano stati 592 i morti di sport (566 uomini, 26 donne), il 35% dei quali giocando a calcio o calcetto. Ciclismo e la corsa gli altri sport più colpiti. Ma il dato che ci interessa è uno, importante, e decisivo: si stima che tra il 20 e il 40% degli atleti colpiti da arresto cardiocircolatorio si possono salvare se entro sei minuti vengono soccorsi con le tecniche di respirazione e l'utilizzo del defibrillatore. L'apparecchio, che costa attorno ai 1.300-1.500 euro, è di semplice utilizzo e semi-automatico. Seguendo un breve e facile corso di 5-6 ore un qualsiasi cittadino può imparare ad utilizzarlo: nel caso in cui una persona si senta male, appurato lo stato di incoscienza, basta applicare i due elettrodi (uno sotto l'ascella sinistra, uno sul pettorale destro). Il defibrillatore effettuerà la diagnosi in maniera autonoma, comunicando se chi interviene deve, o meno, applicare la scarica. Ad inizio di questa stagione calcistica 2014/2015 è stata presentata un'encomiabile iniziativa realizzata dal settimanale sportivo Minigoal volta a cercare di regalare un defibrillatore alle società di calcio dilettantistico. Un arresto cardiaco ogni mille abitanti, 50 mila decessi ogni anno solo in Italia: questi sono infatti i dati ufficiali del Ministero della Salute, che comprendono una casistica che non risparmia neppure giovani atleti durante le gare sportive. Eppure, come accennato, per sventare il pericolo mortale almeno nel 50% dei casi basterebbe usare con la tempestività dei primi 5 minuti un semplice defibrillatore e contestualmente attivare i soccorsi del 118. Per rendere più sicura la pratica sportiva anche da parte dei dilettanti e dei giovani è stata introdotta l’obbligatorietà di legge (decreto Balduzzi) per tutte le società sportive di un defibrillatore a partire da ottobre 2015. La propsta “Il defibrillatore ti salva la vita” di Minigoal, ideata in collaborazione con Seagull HC, garantisce così un maggiore standard di sicurezza anche tra i giovani e giovanissimi che giocano sui circa 200 campi da calcio della Liguria. “La presenza di defibrillatori è il primo passo – ha dichiarato l'attuale assessore regionale allo Sport Matteo Rossi – occorre poi sensibilizzare sull’argomento e rendere partecipi tutti dell’importanza di quanto prevenzione, consapevolezza e conoscenza sul come affrontare la situazione possano realmente salvare la vita”. Per garantire un maggiore standard di sicurezza anche tra i giovani e giovanissimi che giocano sui circa 200 campi da calcio della Liguria, Minigoal, il settimanale sportivo dei giovani che da 35 anni pubblica le cronache e le fotografie di tutti gli incontri del “calcio minore”, ha così promosso questo bella idea. Alle società che raccoglieranno 4.800 prove d’acquisto del giornale, ogni settimana in tutte le edicole della Liguria, Minigoal regalerà un defibrillatore Nihon Kohden. Il progetto è stato presentato nella sede della Regione Liguria, in una conferenza stampa che ha visto coinvolti M.Rossi insieme all’editore di Minigoal, Lino Di Vincenzo. “È un’ulteriore testimonianza – ha ribadito l’assessore – dell’attenzione del settimanale giovanile Minigoal non solo alla cronaca e alle sfide del panorama dilettantistico, ma anche all’educazione, alla cultura del fair play, alla salute e alle buone pratiche di vita rivolte ai giovani e giovanissimi calciatori. La presenza in ogni campo sportivo di defibrillatori è il primo passo, occorre poi sensibilizzare sull’argomento e rendere partecipi tutti dell’importanza di quanto prevenzione, consapevolezza e conoscenza sul come affrontare la situazione possano realmente salvare la vita. Sono sicuro che una seria campagna informativa, magari lanciata proprio dalle colonne di Minigoal, fungerà da stimolo per tutto il mondo sportivo.L’iniziativa coincide quest’anno con la prima stagione editoriale di Minigoal interamente a colori. Un traguardo importante, frutto di un investimento ulteriore su una testata che da 35 anni pubblica le cronache, le classifiche, le foto e le interviste di tutti i campionati di calcio dilettantistici e delle più importanti manifestazioni sportive regionali, raccontate attraverso una rete capillare di collaboratori presenti su tutto il territorio regionale, da Ventimiglia a Sarzana. "L'iniziativa di regalare un defibrillatore – spiega Di Vincenzo – vuole sottolineare, una volta di più, quanto ci sta a cuore ogni giovane, e non solo, che pratica il calcio sui nostri campi sportivi. Il defibrillatore è un investimento che oggi, in tempo di crisi, magari non tutte le società riescono a permettersi. Attraverso la raccolta delle prove d’acquisto, le famiglie avranno la possibilità di indicare la propria società come destinataria del defibrillatore, che Minigoal, a fine stagione, consegnerà in regalo”.Il Settore Giovanile e Scolastico ha inoltre inserito già da tempo tra le materie dei corsi “CONI-FIGC”, la formazione BLS-D, che ha abilitato i corsisti all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico e all’intervento di primo soccorso. Questo ulteriore risultato, unitamente all’impegno dei Comitati Regionali LND e degli altri Enti Locali per una sempre maggior diffusione presso gli impianti sportivi dei defibrillatori, è un passo fondamentale verso l’obiettivo di garantire sempre più capillarmente la tutela della salute ovunque si svolga l’attività sportiva (allenamento e gare). Diversi corsi fortemente voluti dalle Delegazioni Provinciali vengono organizzati per consentire ai tesserati delle società di ottenere l’abilitazione all’uso del defibrillatore già in dotazione nelle varie strutture ed impianti, o che a breve verranno installati; i presenti ai corsi di formazione seguono le precise indicazioni degli insegnanti sulle nozioni basilari di primo soccorso e poi mettono in pratica le procedure di utilizzo del defibrillatore semiautomatico sul manichino; questi corsi permettono quindi ai partecipanti il rilascio dell’attestato di utilizzo del preziosissimo strumento salvavita. «Quando con l’attività sportiva giovanile e dilettantistica si dà priorità anche alla sicurezza – hanno dichiarato in FIGC – oltre che all’etica e al sociale, ci si avvicina al top di una associazione sportiva. Presto potremo affermare che in tutte le strutture ove si pratica lo sport del calcio, lo si fa in condizioni di migliore sicurezza. Al di là dei risultati che si conseguiranno sul campo questa è certamente la vittoria più importante».
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