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Calcio | 20 settembre 2019, 12:00

Calcio, Seconda Categoria. Via "direttore generale" e "direttore sportivo": alla Rocchettese una rivoluzione lessicale

La società valligiana ha voluto fin da subito lanciare un messaggio molto chiaro ai suoi tesserati

Maurizio Gabrielli, ex giocatore e ora dirigente della Rocchettese

Maurizio Gabrielli, ex giocatore e ora dirigente della Rocchettese

Cambiare la forma per cambiare la sostanza. Abbandonare cioè che suona glamour, e anche un po' fasullo, per ritrovare i valori autentici.

È ripartita all'insegna di una piccola ma significativa rivoluzione lessicale la stagione della Rocchettese, che, in controtendenza rispetto a quanto accade altrove, ha eliminato denominazioni come "direttore sportivo", "direttore generale", "team manager" e chi più ne ha più ne metta dal suo organigramma societario.

"Da quest'anno, eccezion fatta per presidente e vice presidente, siamo tutti semplici dirigenti. Lo abbiamo fatto per riportare un po' di umiltà e concretezza in tutto l'ambiente", spiega, ed è proprio il caso di dirlo, l'ex direttore generale della Rocchettese Maurizio Gabrielli, che poi continua: "Ci siamo resi conto di come fossero fuori luogo cariche così altisonanti in una piccola realtà come la nostra, dove tutti devono far tutto, compreso tracciare le righe del campo e lavare le maglie, e dove lo spirito di gruppo deve prevalere sull'ego personale".

Un messaggio chiaro e preciso diretto anche alla squadra, che nasce dall'esperienza della scorsa stagione, quando la Rocchettese, ricca a detta di molti di giocatori di qualità per la categoria, si è ritrovata al penultimo posto in classifica. "Per ora, anche se è ancora presto, sembra che i ragazzi abbiano recepito il nostro input. Non ci sono le cosiddette 'prime donne' e si sta ricreando quello spirito di gruppo che ha sempre caratterizzato la Rocchettese", puntualizza Gabrielli.

L'ex bomber rossoblu svela anche che questa non è stata l'unica iniziativa intrapresa. Infatti, alcuni giocatori, dopo colloqui estivi, sono stati esclusi dall'organico non per limiti tecnici ma perché giudicati poco inclini all'inserimento in un gruppo. "La dedizione negli allenamenti è assoluta. Anche grazie al lavoro di mister Mario Croci, abile nel concentrarsi sia sul lato tecnico sia su quello psicologico", aggiunge Gabrielli.

Sicuramente, i social network stanno giocando un ruolo importante nel favorire imitazioni più o meno sensate del professionismo. Il pensiero del dirigente a questo proposito è chiaro: "I social sono utili. Ma non bisogna mai superare quella linea oltre la quale si scade nel mero esibizionismo, che danneggia sia i professionisti sia i dilettanti come noi".

Michael Traman

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