"Siamo un grande triangolo di città, che punta a diventare un grande triangolo di sport". Così il sindaco Stefano Lo Russo ha annunciato ai microfoni della radio che Torino - insieme a Milano, Genova e alle Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria - vuole candidarsi alle Olimpiadi e Paraolimpiadi estive del 2036, oppure in alternativa a quelle dal 2040.
La riunione
Il percorso per presentare la candidatura unitaria del Nord-Ovest è partito ufficialmente questa mattina, al termine di un confronto tra Lo Russo ed i colleghi meneghini e della Lanterna, Beppe Sala e Silvia Salis. Alla riunione erano presenti anche i governatori Alberto Cirio, Marco Bucci e Attilio Fontana.
Il precedente
Due delle grandi città capoluogo hanno già ospitato poi le Olimpiadi invernali: Torino nel 2006 e Milano a febbraio 2026. Entrambe hanno quindi a disposizione una parte delle strutture sportive, che possono essere quindi nuovamente usate per le discipline o comunque riadattate, limitando al minimo nuove costruzioni. A rafforzare questa prospettiva vi è inoltre la solida esperienza nell’organizzazione di grandi eventi internazionali maturata negli ultimi anni dalle città e dalle regioni coinvolte.
I commenti
Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci esprime grande entusiasmo e orgoglio per l’avvio del percorso condiviso tra Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, per la candidatura del Nord Ovest ai Giochi Olimpici e Paralimpici estivi del 2036 o del 2040.
“È una sfida straordinaria - dichiara - che segna un cambio di passo: il Nord Ovest si propone al mondo come un unico grande sistema competitivo e moderno. In questo scenario, la Liguria è pronta a essere protagonista”.
“La nostra Regione - prosegue - può offrire un contributo unico e distintivo: il mare, il clima, la capacità di accogliere grandi eventi in un contesto paesaggistico senza eguali. Genova e tutta la Liguria possono diventare uno dei cuori pulsanti di un’Olimpiade diffusa, portando valore aggiunto in termini di identità, attrattività e innovazione nel rapporto tra sport e territorio”.
“Abbiamo dimostrato negli anni di saper organizzare eventi complessi e di rilevanza globale, mettendo in campo competenze, efficienza e visione. Oggi vogliamo fare un salto ulteriore: contribuire a costruire un progetto olimpico che sia un esempio internazionale, capace di coniugare sostenibilità, valorizzazione delle infrastrutture e sviluppo concreto per le comunità”.
“Regione Liguria sarà pienamente impegnata in questo percorso - sottolinea - con un ruolo attivo e propositivo, lavorando fianco a fianco con le altre istituzioni per trasformare questa ambizione in una candidatura forte, credibile e vincente. Le Olimpiadi del Nord Ovest possono diventare un simbolo dell’Italia che sa unire, innovare e guardare lontano - conclude il presidente Bucci - e la Liguria è pronta a dare il massimo per rendere questo traguardo possibile, mettendo a disposizione tutto il proprio potenziale e la propria unicità”.
"Noi sei istituzioni - ha spiegato Lo Russo in radio - abbiamo condiviso di candidare queste tre regioni e città alle olimpiadi estive. Sono soddisfatto, perché è un bellissimo segnale di coesione del nord-ovest: è un ragionamento che parte lontano, abbiamo parlato insieme diverse volte, questo era il momento giusto per uscire allo scoperto".
Una candidatura, chiarisce Lo Russo alle luce appunto dell'esperienza maturata nell'ambito da Torino e Milano, "che farà della sostenibilità ambientale la sua cifra, riusando gli impianto esistenti, così come indicato dal Comitato Internazionale Olimpico. Abbiamo poi il mare: è una candidatura che parte con il piede giusto".
Confronto con CONI
Le istituzioni coinvolte intendono ora avviare una fase preliminare di confronto e approfondimento con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, con il Governo, con il mondo dello sport, con le università e con i principali stakeholder territoriali, con l’obiettivo di verificare la fattibilità di una candidatura per una futura edizione dei Giochi Olimpici estivi, con un primo orizzonte temporale rappresentato dalle Olimpiadi del 2036 o, in alternativa, da quelle del 2040.
In questa fase iniziale verrà costituito un primo gruppo operativo interistituzionale composto dai sei Capi di Gabinetto delle amministrazioni coinvolte, con il compito di avviare l’istruttoria preliminare e supportare la definizione del percorso di candidatura.
“L’obiettivo – sottolineano congiuntamente le istituzioni promotrici – è costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa che metta al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori, rafforzando al contempo la vocazione internazionale del Paese e la capacità di promuovere l’Italia nel mondo attraverso un grande progetto condiviso. Il Nord-Ovest italiano possiede tutte le caratteristiche per diventare un grande palcoscenico olimpico diffuso".
Il percorso avviato rappresenta una prima fase di studio e di dialogo istituzionale: eventuali decisioni formali sulla candidatura saranno assunte al termine delle valutazioni tecniche e del confronto con le istituzioni nazionali e con il movimento sportivo.
Il commento della sindaca Salis
Anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha confermato la volontà di partecipare al progetto, sottolineando il lavoro già avviato nei mesi scorsi: "Sulle Olimpiadi abbiamo fatto un incontro con i sindaci di Milano e Torino e con i presidenti di Regione perché vogliamo dare la disponibilità dei nostri territori e delle nostre città per candidarci a ospitare i Giochi", ha dichiarato a margine della presentazione del programma degli eventi diffusi in tutta la città in occasione dell’81°Anniversario della Liberazione.
Una proposta che, come spiegato dalla prima cittadina, nasce da lontano: "Ne avevo già parlato già durante la campagna elettorale con i sindaci, ed era già emersa un’idea comune. È un tema in cui credo molto".
Salis ha poi evidenziato la determinazione condivisa tra le istituzioni coinvolte: "Siamo tutti determinati nel proporre il nostro territorio: è qualcosa che può fare molto bene".
Infine, un passaggio sul metodo e sulla visione: "Piemonte e Lombardia hanno già ospitato le Olimpiadi e hanno quindi strutture e consapevolezza delle sfide. Io ho vissuto da vicino ciò che c’è dietro l’organizzazione e la costruzione di una candidatura: credo che, se fatto nel modo giusto, con attenzione agli impianti esistenti e alle prospettive di sviluppo, possa essere una grande opportunità".














