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Altri sport | 01 febbraio 2020, 06:55

Il cicloturismo in Italia: un settore tutto da esplorare

Il turismo su due ruote è sempre più apprezzato, complice anche il progressivo e crescente investimento per la realizzazione di piste ciclabili nelle aree più suggestive del nostro territorio nazionale

Il cicloturismo in Italia: un settore tutto da esplorare

Armati di portabici Thule dove montare le proprie biciclette, tanti italiani si mettono in viaggio per vivere un’esperienza diversa di vacanza. Il cicloturismo rappresenta una fetta crescente della domanda di turismo di qualità e offre molto potenziale occupazionale e di crescita economica per tutto il territorio di riferimento.

Per poter godere al massimo dell’esperienza su due ruote, è utile affidarsi agli esperti del luogo perché diano consigli e offrano gli strumenti necessari per rendere la vacanza indimenticabile.

 

La ricerca di Legambiente sul cicloturismo in Italia

I dati sono stati presentati durante il 2019 e si riferiscono alle informazioni raccolte nell’anno precedente. Questi dati consentono di fotografare lo stato dell’arte del cicloturismo in Italia. Il quadro che emerge dal rapporto è molto confortante ed evidenzia la volontà degli appassionati, in numero sempre crescente, di trascorrere le proprie vacanze inforcando una bici come mezzo principale per il proprio divertimento.

Di tutta la fetta di turisti che durante il 2018 è stata registrata sul nostro territorio nazionale si calcola che l’8,4% fosse composto da appassionati di due ruote. In termini assoluti il dato appare in tutta la sua rilevanza: oltre 6 milioni di persone (su 77 milioni) ha trascorso la propria vacanza vivendo intensamente la propria bici o noleggiandola.

 

Il cicloturismo genera reddito

Grazie alla ricerca condotta da Legambiente è possibile ottenere delle stime reali di cosa significhi fare cicloturismo in Italia. Infatti, oltre al reddito prodotto dalle attività svolte dai e per i turisti, è utile calcolare anche l’indotto generato dall’aumento dei consumi relativi all’uso delle biciclette.

Il giro d’affari generato non si limita al solo momento del consumo della vacanza, ma implica anche una quota di lavoro da parte di chi ha prodotto bici e accessori, chi le ha riparate e messe a punto, per un totale di circa 12 miliardi di euro solo nel 2018.

Il trend è in costante crescita. Il numero di turisti che predilige la bici per i propri spostamenti è aumentato del 41% rispetto alla rilevazione precedente del 2013.

 

Le opportunità di impiego

Oltre al reddito che deriva dalla produzione e manutenzione delle biciclette, va considerato il valore della ricchezza prodotta dai turisti durante il loro soggiorno nelle località preferite. L’investimento per la realizzazione delle piste ciclabili viene stimata intorno al miliardo di euro nel corso dell’ultimo anno. Questo importo è suddiviso tra gli interventi dello Stato e quello delle regioni e i comuni per migliorare le condizioni del territorio.

Infatti, l’Italia rimane ancora il fanalino di coda rispetto ai vantaggi offerti ai ciclisti nei principali paesi europei. Investire nelle infrastrutture e creare nuove piste ciclabili, cittadine o per godere dei paesaggi del posto, rappresenta una ghiotta occasione per creare reddito e ricchezza a cascata su tutto il territorio.

 

Bike manager, una figura professionale innovativa

Spesso sono gli appassionati di bici a essere scelti per coprire il ruolo di guida e aiutare i turisti a scoprire percorsi adatti alle loro esigenze e desideri. Ma considerando i trend di sviluppo positivi è bene augurarsi che queste figure di assistenti al cicloturismo assumano i connotati del vero professionismo.

Per diventare bike manager, oggi si possono seguire dei corsi di formazione organizzati dalle associazioni di amanti della bici. Si tratta dell paradosso del cane che si morde la coda. Manca una figura riconosciuta dal legislatore per definirne le caratteristiche utili per operare nel pieno rispetto della legalità e la sicurezza. Del resto, questa figura ha ancora contorni molto fumosi e non sono chiari i compiti che dovrebbe svolgere.

Di certo, per condurre un’attività di questo tipo è indispensabile avere una grande passione per le uscite in bici. Conoscere a menadito il territorio è un altro requisito ottimale. Ma spesso si tralascia l’importanza di saper coordinare con attenzione e precisione l’aspetto logistico di questo genere di attività.

Organizzare un parco bici da noleggiare, prendere i contatti con le strutture territoriali per accomodare i turisti per la notte durante gli spostamenti, promuovere il territorio e proporre itinerari su misura. Questi sono solo alcuni dei compiti che un bike manager dovrebbe essere in grado di portare a termine.

Solo in questo modo è possibile attivare quel necessario circolo virtuoso che porta alla realizzazione di nuove piste ciclabili per assicurare ai ciclisti la dovuta sicurezza su strada.


Richy Garino

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