Tre sconfitte in tre partite, zero goal segnati e ben cinque subiti: sono gli impietosi numeri del Savona sul terreno casalingo del Bacigalupo in questo inizio di campionato di Serie D. Erano decenni che non si verificava una situazione così pesante, tenendo conto del fatto che lo stadio biancoblu è sempre stato un fortino difficile da espugnare anche per molte formazioni talvolta più attrezzate degli Striscioni stessi.
La sfida di domenica con il Grosseto ha nuovamente evidenziato notevoli limiti a livello tecnico e psicologico: in trasferta la squadra ottiene buoni risultati e offre prestazioni più che discrete, ma appena calca il prato di casa perde completamente la bussola, non riuscendo a esprimere un gioco fluido e ordinato. Con Jolly Montemurlo e Argentina, Murano e compagni hanno creato quanto meno diverse occasioni da goal, pur capitolando al primo errore, mentre è preoccupante la staticità e la scarsissima determinazione mostrata domenica.
Settimana intensa dunque per mister Siciliano, che dovrà lavorare sulla testa dei singoli giocatori, trovare qualcuno a cui affidare le chiavi di un centrocampo apparso in difficoltà ed escogitare una soluzione per affrontare le gare al Bacigalupo, dove nessuna squadra, probabilmente, verrà a giocarsela a viso aperto lasciando spazi e varchi alla manovra biancoblu. Situazione più positiva, almeno fino ad ora, in trasferta, in cui il gioco di rimessa e la minore pressione sulle spalle dei calciatori favoriscono un rendimento molto positivo, frutto di due vittorie e un pareggio. La classifica è ancora poco significativa, ma la distanza dalle zone alte della graduatoria comincia ad essere più accentuata.
Tra quattro giorni, al "Miro Luperi" di Sarzana, c'è da affrontare una Fezzanese reduce dalla prima sconfitta stagionale con lo Sporting Recco, ma sempre ben messa in campo e pericolosa in zona offensiva. Necessario ottenere più punti possibili e ritrovare immediatamente una precisa identità di gioco da non smarrire poi nella sfida interna con il Sestri Levante: i tifosi hanno bisogno di tornare a respirare quell'aria di festa che sotto la "Torretta" pare essere svanita ormai del tutto.














