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Calcio | martedì 21 novembre 2017, 19:25

Calcio, opinioni. Il parere dei tecnici savonesi sul "post-Tavecchio"

Abbiamo posto ad alcuni addetti ai lavori della nostra provincia qualche domanda sulla delicata situazione del mondo calcistico italiano e sui problemi che lo affliggono

La sconfitta nel doppio confronto contro la Svezia della nostra Nazionale di calcio, ha aperto un vero e proprio "vaso di Pandora" di quelli che sono i problemi del calcio italiano. Mancate le dimissioni di Ventura, esonerato poi il giorno successivo alla débacle di San Siro, sono arrivate invece ieri quelle del massimo dirigente federale Carlo Tavecchio.

Ecco il parere di due tecnici savonesi, uno esperto e l'altro giovane in rampa di lancio, che esprimono all'unisono soddisfazione per il passo indietro del numero uno FIGC pur con qualche perplessità sul futuro del nostro calcio.

Flavio Ferraro, allenatore Loanesi

“Dimissioni giuste, forse anche tardive e, secondo me, con poca signorilità: le scelte le ha fatte lui, avrebbe dovuto andarsene subito. La mancata partecipazione ai Mondiali è un fallimento troppo grande, non so con quali argomentazioni e con quale faccia poteva pensare di poter andare avanti. Il problema del calcio italiano? Lo dico da almeno due decenni: i procuratori. Da quando il calcio in generale, non solo quello italiano, è finito in mano ai procuratori abbiamo iniziato a vedere cose incredibili come una marea di giocatori che arrivano dall’estero, pur non essendo assolutamente all’altezza, solo perché ci sono enormi interessi da parte dei procuratori. Risolvere questo problema non è semplice, anche per il potere che queste figure hanno assunto e trasmesso di conseguenza ai giocatori: una volta chi veniva impiegato poco cercava di impegnarsi di più per ritagliarsi il suo spazio, ora se non viene utilizzato chiama il procuratore per cambiare squadra. Questo non va assolutamente bene. Da dove ripartire? Curare meglio i vivai e dare più spazio ai giocatori italiani potrebbe anche essere utile, ma va detto che ci sono generazioni migliori di altre: abbiamo vinto il Mondiale con gente come Del Piero e Totti, oggi giocatori di questo livello non ne vedo. Ci vuole anche un po’ di fortuna, ma se tutti i migliori attaccanti del nostro calcio sono stranieri, poi non ci possiamo lamentare se per il convento passa, con rispetto parlando, i Belotti o gli Immobile, e se per andare al Mondiale dobbiamo schierare Gabbiadini dal primo minuto. Infine tengo a sottolineare una cosa: non tutti gli allenatori sono uguali, penso che con Conte in panchina l’Italia si sarebbe qualificata. Non c’è controprova ma sarei pronto a scommetterci”.

Andrea Alloisio, allenatore Olimpia Carcarese

“Le dimissioni sono assolutamente giuste, anche se dovrebbero darle tutti i componenti del consiglio federale, dato che in una “squadra” meriti e colpe vanno sempre condivisi. Nonostante la mia inesperienza vorrei fare ugualmente una riflessione sul sistema calcio italiano: trovo assurdo e preoccupante vedere nelle leghe e nelle società presidenti e consiglieri di età media over 70. Se si vuole crescere ed evolversi l’esperienza non è l’unico fattore determinante, anzi, senza far di tutta l’erba un fascio penso che ad una certa età gli entusiasmi delle persone diminuiscano insieme a stimoli e determinazione. Mi piacerebbe vedere molti più giovani nelle varie sedi in modo da portare dell’energia positiva che in Italia manca da troppo tempo”

Mattia Pastorino - Roberto Vassallo

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