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Calcio | 12 giugno 2021, 11:02

Calcio, Finale - Cairese. Lente d'ingrandimento sui due attacchi. Caratteristiche e condizioni fisiche saranno determinanti per l'approdo in finale

Calcio, Finale - Cairese. Lente d'ingrandimento sui due attacchi. Caratteristiche e condizioni fisiche saranno determinanti per l'approdo in finale

Basterà attendere ancora poche ore prima di conoscere il nome della squadra che andrà a contendere la promozione in Serie D alla vincente tra Ligorna e Genova Calcio.

Il Finale e la Cairese stanno raccogliendo le ultime forze psichiche e mentali, in attesa di una battaglia sportiva che, complice le temperature sempre più elevate, rischia di diventare particolarmente probante, ancor di più se si dovessero materializzare i tempi supplementari.

I 90 minuti di domenica scorsa al Brin, dove i giallorossi hanno prevalso per una rete a zero, hanno detto molto sia a Benzi che a Buttu, sottolineando una problematica comune: la fase offensiva. Appunti diversi, ma che in un modo o nell'altro hanno condizionato la proposta di attacco di entrambe le squadre.

Partendo dalla Cairese è chiaro come sia Alessi che Saviozzi non stiano attraversando il loro periodo di forma migliore e, per la tipologia di gioco dei gialloblu, questo è un handicap non da poco. Appoggiarsi sui propri corazzieri, anche in fase di prima impostazione, è basilare per lo sviluppo della manovra offensiva, al netto delle indubbie capacità realizzative sotto porta. Non è infatti un caso che ad accendere la miccia siano state le giocate di Pastorino, inoltre, dopo l'uscita per infortunio di Saviozzi, la Cairese è di fatto collassata sulla propria trequarti, permettendo al Finale di sollecitare a più riprese Moraglio.

Un Finale che in quel frangente è però giunto con un assetto diverso rispetto alla fase iniziale della partita. Buttu ha approcciato il match senza attaccanti di riferimento, con Odasso (in calo rispetto a qualche settimana fa) alle spalle di Faedo e Fabbri. Il canonico giro palla non ha trovato però sbocchi negli ultimi 20 metri, praticamente per tutta la prima frazione. Discorso diverso nella ripresa, con l'ingresso di due riferimenti come Rocca e Nicolò Tobia e il passaggio al 4-4-2.

Indicazioni intriganti, ma non assolute su entrambi i fronti proprio perchè da rapportare alle difficoltà affrontate dal reciproco avversario.

Banale dirlo, ma chi ritroverà la giusta brillantezza nella trequarti avversaria avrà enormi possibilità di agguantare la finale: la via per ottenere il risultato deve essere scovata dai due tecnici, tra alchimie tattiche e un serbatoio di energie sempre più in riserva.

 

Lorenzo Tortarolo

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