La vigilia della Milano-Sanremo è passata anche da Bardino Nuovo, dove Alessandro Petacchi è stato tra gli ospiti della serata al ristorante Bosio per l’intitolazione dello Juventus Club Pietra Ligure a Fabrizio Ravanelli. Un’occasione conviviale che si è trasformata inevitabilmente in uno sguardo sulla Classicissima, vinta dallo stesso Petacchi nel 2005.
Per l’ex velocista ligure, ribattezzato Ale-Jet, la Sanremo resta “la corsa dei sogni”, un appuntamento unico nel calendario, ma l’edizione di quest’anno potrebbe essere segnata da un uomo su tutti: Tadej Pogačar. “Credo che sarà molto condizionata da quello che farà sulla Cipressa — spiega —. Sappiamo che vuole affrontarla in circa nove minuti per mettere tutti in difficoltà”. Un piano ambizioso, sostenuto da una squadra di alto livello: “Avrà compagni che lo porteranno nei punti chiave, poi sarà lui a fare la differenza. Dovrà guadagnare parecchio, perché dopo la Cipressa ci sono ancora la discesa e soprattutto il Poggio”.
Nonostante la minaccia dello sloveno, Petacchi individua in Mathieu van der Poel il principale favorito: “Per caratteristiche, se resta con i migliori, allo sprint è molto più veloce”. Attenzione anche a Filippo Ganna, chiamato a confermare quanto di buono fatto vedere: “Non sarà facile per lui affrontare la Cipressa a quel ritmo, ma ha dimostrato di stare bene”. In ogni caso, ribadisce, “Pogačar è quello che può davvero decidere la corsa. Quando è in queste condizioni, cambia completamente lo scenario. Per i velocisti sono tempi duri”.
Sul campione sloveno il giudizio è netto: “È molto ambizioso, punta sempre ai grandi obiettivi. Nel suo palmarès manca ancora la Sanremo e la sta cercando da qualche anno. Sono convinto che la vincerà”. Una convinzione rafforzata dalla sua versatilità, già mostrata anche in ottica Parigi-Roubaix.
Lo sguardo si allarga poi al ciclismo italiano, tra certezze e prospettive. Petacchi sottolinea la crescita di Giulio Pellizzari, ritenuto pronto per un buon Giro d’Italia, e conferma il valore di Jonathan Milan, “oggi uno dei velocisti più forti al mondo”. Tra i giovani emerge anche Lorenzo Finn: “È ancora molto giovane, ma il movimento si sta muovendo”.
Infine, l’incontro con Fabrizio Ravanelli, protagonista della serata: “Non l’avevo mai incontrato di persona, ma so che è un grande appassionato e pratica molto ciclismo. Fa sempre piacere incontrare campioni di altri sport”. Un legame, quello tra ciclismo e altre discipline, che Petacchi sente forte: “Tanti atleti, anche di calcio, Formula 1 o MotoGP, usano la bici per allenarsi o per passione. È qualcosa che unisce davvero tanti sportivi”.















