"Per noi è stato un anno in cui abbiamo avuto la città non favorevole e abbiamo deciso di ritirarci. Savona è un capitolo chiuso".
Questa è secondo l'avvocato Massimo Cittadino una delle motivazioni che ha indotto il presidente del Savona Fbc non iscrivere la squadra al prossimo campionato di Prima Categoria.
A praticamente 365 giorni dallo sbarco della cordata romana nel comune capoluogo, si può definire conclusa l'avventura avvolta più da ombre che da luci: un'annata dove le polemiche con l'amministrazione comunale e i tifosi sono state all'ordine del giorno, senza dimenticare, rispetto agli annunci roboanti, la penuria di risultati sportivi.
Tra lo stadio "green" e i possibili concerti nel Bacigalupo, il nuovo impianto ad Altare, passando per l'arrivo dei calciatori camerunensi e le collaborazioni con big del calcio mai avvenute, non sono mancati momenti paradossali e tragicomici.
A pagarne le spese è stata la squadra di mister Frumento, complice un assetto dirigenziale che è andato mano a mano a sgretolarsi, partendo dalle dimissioni dell'ex presidente Sebastiano Cannella.
"Non valeva la pena investire in una città ostile. Uno degli ultimi paradossi è che il campo sia stato affidato ad una squadra di rugby. È la cartina di tornasole su quanto la città sia abbandonata a sè stessa - ha proseguito Cittadino - Se un comune non investe sulle strutture, sul calcio, ma lo fa sulle piscine, non ha senso restare. È solo una perdita di tempo e di soldi".
Il tema del marchio ha tenuto banco negli ultimi mesi, con l'ex presidente biancoblu Simone Marinelli che aveva specificato ai microfoni di Svsport di averlo venduto al gruppo rappresentato da Cittadino, "ma risulta ancora appartenente al sottoscritto, in quanto la proprietà del Savona Fbc non lo ha mai formalmente riscattato".
"Il marchio è nostro, non è che non l'abbiamo messo in vendita, chi ci viene a proporre un'offerta a Roma siamo a disposizione, non lo teniamo sotto sequestro - ha puntualizzato l'avvocato romano - Chi dice che il marchio è di un altro lo denuncio alla Procura della Repubblica. Il contratto di vendita è stato firmato da Marinelli, era suo e ce l'ha venduto. Dice delle c.....e se continua cosi lo denuncio, è stato riscattato e c'e la sua firma. Abbiamo tutte le carte e diffido lui e chi gli vuole dare retta. Partirà subito la denuncia a livello civile e a livello penale".
In questo momento l'unica società che potrebbe essere interessata al marchio è solo il Città di Savona.
"Ci avevano fatto un offerta sul marchio ma l'abbiamo declinata, chi vuole ci fa un assegno e se lo viene a prendere" puntualizza.
Cittadino comunque ha voluto togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe contro l'attuale allenatore della neonata società savonese.
"A chi abbiamo permesso di fare passerella ci ha boicottato dall'interno, da Frumento ad altri. Un allenatore che faceva le conferenze stampa criticando la società, dicendo scemenze, lo ha fatto poi perchè aveva secondi fini".
Negli ultimi mesi la società aveva avuto comunque contatti con altre realtà per provare a dar vita a delle fusioni.
"Avevo creato dei presupposti per fare delle fusioni, ma quando senti dire dalla città, dai tifosi che non dovevamo farlo... Noi lo facevamo per il bene di Savona. Quando abbiamo capito che c'era ostilità ci siamo defilati - puntualizza Cittadino - avevamo quasi chiuso un accordo per una matricola di una squadra dell'Eccellenza genovese e avevo aperto un discorso per una squadra di Serie D. Mi chiedevano soldi che avremo investito ma ci siamo resi conto che per la realtà savonese non ne valeva la pena".
La cordata con lui a capo comunque sia non abbandonerà il mondo del calcio, sarebbero infatti in corsi nuovi contatti ma non nel savonese.
"Ci stiamo dirigendo su altri fronti calcistici sia in Liguria che in Lombardia. Non ci interessa nè Savona, nè la provincia" continua Massimo Cittadino.
Infine un ultimo pensiero sulla città della Torretta, pregno di fiele:
"Non è Savona la piazza su cui si può lavorare, è un ambiente particolare. Cosa non ha funzionato in questo anno? Se uno deve portare soldi qua non ne porterà mai. Il gioco non vale la candela. Savona è pressochè zero".














