Un ragazzo di dodici anni è morto per un malore durante una partita di rugby disputatasi dom.15 a Macerata. Elia Longarini, questo il suo nome, stava giocando con la Amatori Rugby Macerata contro il Fabriano, sul campo di Villa Potenza. Era appena stato sostituito ( lo aveva chiesto lui) dopo quaranta minuti dall'inizio del match, perché non si sentiva bene (accusava forti dolori all'addome). Ha preso posto in panchina e poco dopo si è accasciato al suolo senza vita, decedendo di fatto sotto gli occhi disperati della madre Cristina, del padre Giorgio e del fratello gemello."Sono sconvolto, in questo momento non me la sento di parlare: posso solo dire che siamo vicini alla famiglia di questo ragazzo, ci stringiamo a fianco dei genitori e del fratello". Queste sono state le poche frasi che Matteo Medori, il presidente della società di cui il piccolo Elia faceva parte, ha detto ai giornalisti dopo la morte avvenuta in campo. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo non sentendosi bene si era allontanato volontariamente dal perimetro di gioco, chiedendo una sostituzione. A bordo campo era presente un medico, che gli ha praticato subito un massaggio cardiaco. All'impianto sportivo è arrivata immediatamente l'ambulanza, con un’equipe che ha proseguito le manovre di rianimazione, purtroppo rivelatesi inutili. Era stata allertata anche l'eliambulanza, il cui intervento è stato poi annullato. Mentre i medici tentavano di rianimare il ragazzino con il defibrillatore, Elia è purtroppo spirato. Per ricostruire le cause del decesso il magistrato ha disposto l'autopsia. Il giovanissimo atleta era regolarmente iscritto alla cat.Under 14 con un certificato medico di idoneità agonistica. A bordo campo c’erano come detto due medici che gli hanno prestato le prime cure: il defibrillatore era presente e regolarmente funzionante. Ma ciononostante è successo l’imponderabile. Matteo Mogetta, responsabile della comunicazione del club, sottolinea che la Amatori “presta da sempre la massima attenzione alla sicurezza dei suoi atleti, sia in termini di adeguatezza delle strutture, a cominciare dalla sala medica, sia di rispetto dei regolamenti”. Ma tutto questo non è bastato a salvare la vita allo sfortunato Elia. Quello che si stava giocando era un derby molto sentito ed il ragazo si era preparato tutta la settimana molto intensamente perchè ci teneva moltissimo a questa partita (ahimè la sua ultima). I suoi idoli da sempre erano gli eroi azzurri, Sergio Parisse e Martin Castrogiovanni. Voleva diventare come loro. E’ finito tutto in tragedia però, con la drammatica morte di un 12enne che non aveva mai accusato problemi di salute. Quanto si è verificato è destinato molto probabilmente a riaprire il dibattito su una maggiore prevenzione dei rischi connessi a patologie congenite difficili da diagnosticare, e sull'utilità di accertamenti strumentali più sofisticati (ad esempio l'ecocardiogramma modificato) prima di dare il via libera alla pratica di sport agonistici, anche 'pesanti', come nel caso del rugby.
Unendosi allo sconforto dei compagni di squadra della Amatori e di scuola della seconda D della Media D.Alighieri, i ragazzi della Cantera Torre de Leon vogliono essere vicini alla famiglia di Elia a cui dedicano queste semplici e commosse parole :
“Ogni volta che hai cercato di inoltrarti nello spazio avversario, ogni volta che hai tentato di guadagnare terreno, ogni volta che ti sei proiettato verso la linea di meta, avresti dovuto avere un compagno in sostegno dietro alla tua azione. Noi che calciamo una palla che non è ovale come quella che ti ha fatto innamorare del rugby ti staremo alla stessa maniera vicino, sperando di avere lo stesso coraggio con cui tu hai lottato. Ciao Elia, ti porteremo nel nostro cuore.”














