La prima caduta in questo Europeo arriva, paradossalmente, nel momento in cui fa meno male. Il Settebello cede il passo a una Grecia cinica e ben organizzata, ma il destino della nazionale è ancora saldamente nelle proprie mani. Il verdetto della vasca (13-15) consegna agli ellenici il biglietto diretto per la semifinale, ma lascia all'Italia una seconda chance che ha il sapore di uno spareggio senza appello.
Tutto si deciderà mercoledì 21 gennaio alle ore 18:00 (diretta su Rai Sport): gli uomini di Campagna affronteranno la Croazia. La matematica è semplice: chi vince entra nell'élite delle prime quattro d'Europa, chi perde torna a casa. Anche i croati arrivano all'appuntamento feriti dalla sconfitta contro i greci (avvenuta nella prima fase), rendendo il match una vera e propria finale anticipata.
La Gara: una salita ripida e contestata Il match contro la Grecia è stato un calvario tattico e nervoso. Senza Genidounias squalificato, gli avversari hanno comunque imposto subito un ritmo asfissiante, portandosi sul 2-0 sfruttando le prime incertezze difensive azzurre. L'Italia ha provato a scuotersi con un "missile" di Iocchi Gratta sulla sirena del primo quarto, ma la partita è stata pesantemente condizionata dalla direzione arbitrale.
La coppia Rakovic-Bourges ha usato il pugno di ferro con gli azzurri: a metà gara il conto dei falli recitava un impietoso 10 a 3 contro l'Italia, con il VAR protagonista in più occasioni a sfavore del Settebello. Nonostante un Marco Del Lungo strepitoso nel neutralizzare un rigore, gli azzurri sono andati al riposo lungo sotto 6-4, tenuti a galla solo dalla grinta di Ferrero.
La reazione d'orgoglio non basta Nella ripresa, la Grecia ha tentato la fuga decisiva, volando sul massimo vantaggio di +5 (13-8). Lì è emerso il cuore del Settebello: guidati da un Iocchi Gratta in stato di grazia (5 reti totali per lui) e dalle fiammate di Bruni e Balzarini, l'Italia ha ricucito lo strappo fino al -2, spaventando gli avversari. Il miracolo però non si è compiuto: nel finale, costretti a difendere addirittura in doppia inferiorità numerica, gli azzurri hanno subito il gol del definitivo ko da Argyropoulos.
GRECIA-ITALIA 15-13
Grecia: E. Zerdevas, D. Skoumpakis 1, K. Gkiouvetsis, S. Argyropoulos 4 (1 rig.), A. Papanastasiou 2 (1 rig.), N. Gkillas 2, E. Kalogeropoulos 1, A. Chalyvopoulos 2, K. Kakaris 3, D. Nikolaidis, N. Papanikolaou, P. Tzortzatos, E. Pouros, S. Spachits. All. Vlachos.
Italia: M. Del Lungo, F. Cassia, J. Alesiani, M. Del Basso, F. Ferrero 2, E. Di Somma 1, V. Dolce 1, T. Gianazza, M. Iocchi Gratta 5 (1 rig.), L. Bruni 2, F. Condemi, F. De Michelis, A. Balzarini 2, M. Antonucci. All. Campagna.
Arbitri: Rakovic (SRB) e Bourges (FRA).
Note: parziali 2-1, 4-3, 4-3, 5-6. Usciti per limite di falli Chalyvopoulos (G), Di Somma (I) e Skoumpakis (G) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Grecia 8/14 + 3 rigori e Italia 5/10 + un rigore. Del Lungo (I) para un rigore a Gkiouvetsis a 2'54" del secondo tempo sul risultato di 3-1 per la Grecia.













